Greg Bovino, chi è l'italo americano anti-immigrati
Gregory "Greg" Bovino è diventato un personaggio di rilevanza globale quasi per caso, o meglio per immagine. I video che lo ritraggono a Minneapolis durante le retate contro i migranti, con un cappotto lungo verde oliva, bottoni dorati, taglio di capelli rasato, hanno fatto il giro del mondo. Non indossa la mimetica né il giubbotto antiproiettile dei suoi uomini: si staglia davanti alle telecamere come figura solitaria, riconoscibile, volutamente diversa. Ordina ai manifestanti di liberargli la strada. Tanto che media europei, in Germania ma non solo, hanno letto in quell'estetica un richiamo autoritario, parlando apertamente di iconografia fascista o nazista. In pochi giorni, Bovino è passato da funzionario federale noto a livello locale a simbolo internazionale della linea dura sull'immigrazione americana. Bovino ha 55 anni ed è cresciuto a Blowing Rock, una piccola cittadina di montagna nella North Carolina occidentale, nel cuore della cosiddetta Bible Belt. Un ambiente conservatore, comunitario, fortemente segnato da valori religiosi e dall'idea di ordine. A scuola pratica wrestling: non è un talento naturale, ma viene ricordato come disciplinato, determinato, rispettoso delle gerarchie. La sua storia familiare è però più complessa di quanto il suo linguaggio pubblico su "law and order" lasci intendere. Da parte paterna, Bovino discende da immigrati italiani: il nonno Vincenzo era figlio di Michele Bovino, minatore calabrese emigrato negli Stati Uniti nel 1909. Una classica storia di migrazione povera, avvenuta prima delle grandi restrizioni del 1924.
Qual è la tua reazione a questa notizia?