Guerra, nei cantieri rincari del 10%. Filca Cisl Liguria: "Alcune aziende hanno già iniziato a chiedere la cassa integrazione"
La guerra in Iran rischia di avere ripercussioni anche sull’edilizia ligure, con un possibile aumento dei costi di costruzione nei prossimi mesi. Secondo le prime stime degli operatori del settore, i cantieri potrebbero registrare rincari tra il 5% e il 10% entro la fine dell’anno soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e dei trasporti. Per i cantieri liguri l’impatto si traduce soprattutto nell’aumento del costo dei materiali. “Siamo molto preoccupati per la situazione che sta attraversando il settore delle costruzioni in Liguria e in particolare a Genova. I segnali che arrivano dal territorio parlano chiaro: alcune aziende storiche hanno già iniziato a chiedere la cassa integrazione e molte imprese stanno affrontando una fase di grande difficoltà. In questi anni il comparto ha retto soprattutto grazie ai cantieri legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma oggi siamo ormai nella fase finale di quella stagione di investimenti e manca una prospettiva chiara per il futuro. L’edilizia privata fatica a ripartire e le imprese rischiano di trovarsi presto senza nuovi lavori”, spiega Andrea Tafaria, segretario generale Filca Cisl Liguria. A pesare sono anche i trasporti. Il gasolio per mezzi da cantiere e camion ha già mostrato oscillazioni significative e in alcuni casi il costo operativo giornaliero di macchinari pesanti, come escavatori e gru, è salito di 50-80 euro al giorno rispetto ai livelli di inizio anno. "A rendere il quadro ancora più complesso contribuiscono le tensioni internazionali e il conseguente aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, che stanno mettendo ulteriormente sotto pressione il sistema delle imprese e rischiano di avere ricadute anche sull’occupazione. Per questo riteniamo che sia necessario aprire al più presto una nuova stagione di investimenti pubblici. La Liguria ha bisogno di infrastrutture moderne, di interventi di rigenerazione urbana di interventi sostenibili e di un piano strutturale per la messa in sicurezza del territorio contro il dissesto idrogeologico”, conclude Tafaria che aggiunge: “Investire in queste opere significa non solo migliorare la qualità delle nostre città, ma anche garantire lavoro e stabilità a migliaia di lavoratori del settore. Come Filca CISL chiediamo quindi alla politica e alle imprese di lavorare insieme per costruire una prospettiva di medio e lungo periodo per il comparto delle costruzioni, un settore strategico per lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio”.
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