Hamas sui raid israeliani a Gaza: 'Pericolosa escalation che mette a rischio il cessate il fuoco'
Il movimento islamista palestinese Hamas ha condannato i raid aerei israeliani che oggi hanno colpito Gaza City e Khan Yunis, definendoli una “orribile strage” e una “grave escalation” avvenuta in violazione della tregua in vigore. Secondo fonti sanitarie della Striscia citate dall’emittente televisiva qatariota “Al Jazeera”, gli attacchi hanno causato almeno 28 morti – in gran parte donne e bambini – e oltre 70 feriti. Nel comunicato, il movimento islamista ha respinto come “tentativo debole ed esposto” la versione israeliana secondo cui i bombardamenti sarebbero stati effettuati in risposta a colpi d’arma da fuoco partiti da combattenti di Hamas.
Il gruppo ha inoltre ricordato che, dal cessate il fuoco siglato il mese scorso, “oltre 300 palestinesi sono stati uccisi”, accusando Israele di proseguire con demolizioni di abitazioni e con la chiusura del valico di Rafah “in sfida aperta al garante statunitense e regionale”. Sul terreno, la tensione resta alta anche in Cisgiordania. L’agenzia di stampa palestinese “Wafa” riferisce che l’esercito israeliano ha consegnato nuovi ordini di demolizione nel distretto rurale di Masafer Yatta, a sud di Hebron, colpendo case, tende, strutture agricole, un parco pubblico e una moschea nel villaggio di Jinba. Operazioni simili sono avvenute a Khirbet al Halawa. In parallelo, proseguono i raid israeliani nel sud del Libano, che nelle ultime ore hanno colpito villaggi nelle aree di Deir Kifa, Chehour, Aynata e Tair Filsi.
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