Il Brasile si prepara a combattere il crimine organizzato

Lug 28, 2026 - 00:22
Lug 26, 2026 - 08:18
 0  38
Il Brasile si prepara a combattere il crimine organizzato

Il 12 maggio 2026 il Presidente Lula ha presentato il programma “Brasile contro la criminalità organizzata“, un piano da circa 11 miliardi di real (2 miliardi di euro) per rafforzare la lotta alle principali organizzazioni criminali del Paese. L’iniziativa arriva a pochi mesi dalle prossime elezioni presidenziali di ottobre, in un contesto nel quale la sicurezza pubblica rappresenta una delle principali preoccupazioni dell’opinione pubblica e il Governo deve confrontarsi con una criminalità sempre più radicata e diversificata. Nonostante il calo degli omicidi registrato negli ultimi anni, il Brasile rimane uno dei Paesi più insicuri dell’America Latina. Tra il 2024 e il 2025 il tasso di omicidi è sceso da 21 a 19,2 ogni 100mila abitanti, confermando una tendenza positiva iniziata nel 2019. Tuttavia, il miglioramento non è stato uniforme: alcuni stati del Nord, Rio de Janeiro e il Distretto Federale hanno registrato un aumento della violenza, spesso legato agli scontri tra il Primeiro Comando da Capital (PCC) e il Comando Vermelho (CV). Inoltre, i recenti scontri interni al PCC e la maxi retata della polizia contro il CV hanno portato a un deterioramento della sicurezza nazionale. La percezione di insicurezza rimane molto elevata. Quasi 70 milioni di brasiliani dichiarano di assistere direttamente ad attività criminali nei propri quartieri, mentre gli omicidi commessi dalle forze di polizia sono aumentati del 4,5%. La criminalità organizzata rappresenta inoltre una minaccia che va ben oltre il narcotraffico, infatti il Brasile è diventato un importante snodo per il traffico di armi, persone e risorse naturali. Il piano prevede investimenti per rafforzare le capacità operative delle forze di sicurezza federali e statali attraverso droni, veicoli blindati, bodycam, sistemi di blocco delle comunicazioni cellulari e nuove tecnologie investigative e forensi. Tra le priorità sono presenti il contrasto al riciclaggio di denaro, la repressione del traffico di armi e il rafforzamento del controllo del sistema penitenziario. Una parte significativa del programma è dedicata alle carceri, considerate centri operativi delle organizzazioni criminali. Il Governo intende introdurre standard di massima sicurezza in 138 istituti penitenziari per ridurre l’influenza del PCC e del CV, che contano rispettivamente circa 40mila e 30mila affiliati. Sul piano istituzionale, Lula ha proposto la creazione di un Ministero della Pubblica Sicurezza tramite la riforma costituzionale PEC 18/25, con l’obiettivo di migliorare il coordinamento tra Governo federale e Stati. Il piano prevede anche una maggiore cooperazione con gli Stati Uniti in materia di intelligence e controlli doganali. Restano tuttavia numerosi ostacoli. Le organizzazioni criminali continuano a controllare territori, economie locali e istituti penitenziari, limitando la capacità dello Stato di ristabilire la propria autorità. I risultati delle politiche di sicurezza dell’Amministrazione Lula sono stati inoltre giudicati insufficienti dall’opposizione e da parte dell’opinione pubblica. Le difficoltà si estendono anche sul piano internazionale. Il 5 giugno 2026 gli Stati Uniti hanno designato il PCC e il CV come organizzazioni terroristiche straniere. La decisione, annunciata dal Segretario di Stato Marco Rubio, è stata duramente criticata da Lula, che l’ha definita una ingerenza nella sovranità brasiliana e ha avvertito che misure unilaterali dagli USA potrebbero complicare gli sforzi del Paese nella lotta alla criminalità organizzata. In questo quadro, la sicurezza assume una forte rilevanza politica in vista delle elezioni di ottobre. Il successo o il fallimento del piano potrebbe influenzare significativamente il consenso verso il Governo, rendendo la lotta alla criminalità organizzata uno dei temi centrali del dibattito politico brasiliano.

Qual è la tua reazione a questa notizia?

like

dislike

love

funny

angry

sad

wow

Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.