Il FAI Liguria lancia un grido d’allarme schiacciato tra rincari energetici e immobilismo istituzionale
Il FAI Liguria lancia un grido d’allarme sulla crisi insostenibile che sta travolgendo il comparto dell’autotrasporto, schiacciato tra rincari energetici e immobilismo istituzionale. Con il prezzo del gasolio stabilmente sopra i 2 euro al litro, alimentato dalle recenti tensioni in Medio Oriente, i margini di profitto delle imprese sono ormai azzerati. La sezione ligure della Federazione denuncia inoltre un sistema di mercato distorto, dove la committenza spesso ignora l’impennata dei costi operativi, arrivando paradossalmente a pretendere ulteriori ribassi tariffari.
In questo clima di forte tensione, il FAI Liguria ha confermato la propria adesione alla mobilitazione nazionale promossa da UNATRAS, riconoscendo come legittima la rabbia degli operatori di settore. Tuttavia, l'associazione mantiene una linea improntata alla responsabilità, mettendo in guardia dai rischi di un fermo generalizzato dei mezzi. Un blocco totale, infatti, finirebbe per paralizzare le filiere produttive e la distribuzione dei beni di prima necessità, danneggiando l’intero sistema Paese senza offrire garanzie di soluzioni strutturali.
L’obiettivo prioritario resta l’apertura di un confronto immediato e concreto con il Governo per ottenere misure urgenti. Tra i punti non trattabili figurano il riconoscimento automatico dei costi del carburante nei contratti e un contrasto efficace alle pratiche sleali. L’autotrasporto, definito come un’infrastruttura strategica nazionale, non può più attendere: servono risposte rapide per evitare il collasso definitivo di migliaia di aziende che garantiscono la mobilità delle merci in Italia.
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