Il Ponte sullo Stretto è sospeso: il Governo torna alla carica per il cantiere da 13,5 miliardi
Il Ministero delle Infrastrutture lavora alle integrazioni documentali per superare il “no” della Corte dei Conti. Salvi i fondi in Manovra, ma l’avvio dei lavori slitta mentre si cercano risposte sui nodi ambientali e procedurali. Il 2026 si apre con una nuova sfida burocratica per l’opera più discussa d’Italia. Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, nonostante l’approvazione del progetto definitivo avvenuta nell’agosto scorso, resta in un limbo amministrativo. Al centro del contendere c’è il mancato “visto di legittimità” da parte della Corte dei Conti sulla delibera CIPESS, un semaforo rosso che ha temporaneamente congelato l’apertura dei cantieri. Nonostante lo stop burocratico, la struttura finanziaria dell’opera appare blindata dalla Legge di Bilancio 2026. L’obiettivo dichiarato dall’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, è quello di avviare le attività propedeutiche e i cantieri per i collegamenti stradali e ferroviari entro la prima metà del 2026. Resta però l’incognita dei ricorsi pendenti e della risposta definitiva che Bruxelles fornirà in merito alle procedure di appalto.
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