Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump diventa un “messia digitale”

Apr 14, 2026 - 00:44
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump diventa un “messia digitale”

Un’immagine costruita con l’intelligenza artificiale, provocatoria e carica di simbolismo religioso, ha riacceso le polemiche attorno a Donald Trump. Pubblicata sul suo social Truth Social, la raffigurazione mostra l’ex presidente nei panni di una figura quasi messianica: luce divina che emana dalle mani, un malato inginocchiato ai suoi piedi, un’estetica che richiama esplicitamente l’iconografia cristiana. L’immagine è comparsa poche ore dopo un duro attacco verbale rivolto al Papa Francesco, creando un cortocircuito comunicativo che ha attirato critiche trasversali. Da un lato, l’offensiva contro il pontefice, accusato da Trump di interferire su temi politici globali; dall’altro, l’auto-rappresentazione in chiave salvifica, quasi divina. La scelta di rappresentarsi come guaritore non è casuale. Nell’immagine, la luce che avvolge Trump richiama un immaginario religioso ben preciso: quello dei santi taumaturghi o dello stesso Cristo. Un linguaggio visivo potente, pensato per rafforzare l’idea di leadership carismatica e “salvifica” presso una parte del suo elettorato. Negli ultimi mesi, l’uso dell’intelligenza artificiale nella comunicazione politica è cresciuto in modo esponenziale. Ma raramente si era arrivati a una rappresentazione così esplicita, al confine tra propaganda, provocazione e culto della personalità. Le reazioni non si sono fatte attendere. Esponenti religiosi e commentatori hanno parlato di “blasfemia” e di utilizzo strumentale della fede. Anche nel mondo politico americano, l’immagine è stata giudicata da molti come eccessiva, se non deliberatamente incendiaria. D’altra parte, i sostenitori di Trump hanno difeso la pubblicazione, interpretandola come una metafora visiva del suo ruolo di “guaritore” dei problemi degli Stati Uniti, piuttosto che come un paragone diretto con figure sacre. E mentre il dibattito si infiamma, resta una domanda aperta: fino a che punto è lecito spingersi nell’uso di simboli religiosi per fini politici, soprattutto in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale amplifica ogni messaggio?

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.