Intelligenza artificiale, italiani fanalino di coda UE. Il 5% ne ignora l'esistenza

Apr 27, 2026 - 00:51
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Intelligenza artificiale, italiani fanalino di coda UE. Il 5% ne ignora l'esistenza

L'Italia è negli ultimi posti in Europa per l'utilizzo dell'Intelligenza artificiale. Lo rileva l'Istat nel report ICT relativo al 2025. Nel 2025 l'indagine ha rilevato per la prima volta l'uso di strumenti di intelligenza artificiale generativa (AI) da parte dalla popolazione. L'obiettivo è misurare l'uso consapevole e intenzionale di tali strumenti, con riferimento a tutti i tipi di contenuti creati dall'AI, quali testi, immagini, codici di programmazione, video, audio e musica. A livello europeo il 32,7% della popolazione di 16-74 anni ha utilizzato strumenti di AI mentre in Italia la quota è pari al 19,9%, collocando il Paese al penultimo posto nella graduatoria europea, davanti alla sola Romania (17,8%). Allargando l'analisi a tutta la popolazione di 14 anni e più, per la quale il confronto europeo non è possibile, la quota di chi ha utilizzato l'AI in Italia è del 17,8%. L'utilizzo di strumenti di AI è particolarmente diffuso tra i giovani: in Italia ne fa uso il 51,2% dei 14-19enni e il 43,1% dei 20-24enni. Nel complesso, l'uso dell'AI è più elevato tra gli uomini (19,6%) rispetto alle donne (16,1%). Tuttavia, questa differenza non si riscontra nelle fasce di età più giovani: tra i 14 e i 19 anni ha utilizzato strumenti di AI il 53,3% delle ragazze a fronte del 49,1% dei coetanei maschi. Solo a partire dai 25 anni la differenza di genere cambia segno, con un maggiore utilizzo tra gli uomini. L'adozione di strumenti di IA è positivamente associata al livello di istruzione: la quota di utilizzatori di 25 anni e più raggiunge il 32% tra le persone con titolo di studio elevato, si riduce al 14,6% tra chi possiede un diploma di scuola secondaria superiore e si attesta al 3,6% tra coloro che hanno al massimo la licenza media. Dal punto di vista territoriale, l'utilizzo è più diffuso nel Nord (19,7%) e nel Centro (18,8%) rispetto al Mezzogiorno (14,6%). Tra coloro che non hanno utilizzato strumenti di AI, il 59,9% ha dichiarato che il motivo risiede nella mancanza di necessità, seguito dal 21,6% che ha indicato di non saperli utilizzare; il 5,5% ha sollevato preoccupazioni relative alla sicurezza o alla protezione dei dati personali, il 4,8% non era a conoscenza dell'esistenza di tali strumenti e il 5,3% ha indicato altri motivi per il non utilizzo.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.