Psicoterapia e IA, le sette regole per l’uso

Apr 27, 2026 - 00:52
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Psicoterapia e IA, le sette regole per l’uso

L'Intelligenza Artificiale (IA) non è un nuovo terapeuta. È uno strumento che può rafforzare l'ecosistema della cura, a condizione di restare sotto responsabilità professionale umana, al servizio della relazione terapeutica e della dignità della persona. In psicoterapia, la tecnologia è eticamente e deontologicamente legittima solo nella misura in cui resta al servizio della relazione, della responsabilità e della dignità della persona. Questa la tesi centrale del "Manifesto sulla salute mentale e l'Intelligenza Artificiale" a cura del Comitato Direttivo della Consulta delle Scuole Italiane di Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale, che si presenta oggi a Roma nell'ambito del Convegno nazionale "Intelligenza Artificiale e Psicoterapia, organizzato dalla stessa Consulta in collaborazione con l'Universita' Pontificia Salesiana. Il Manifesto individua limiti e possibilità dell'IA nell'ambito terapeutico soffermandosi in particolare sulle evidenze empiriche. A tal proposito la letteratura scientifica mostra che chatbot e agenti conversazionali producono riduzioni dei sintomi ansiosi e depressivi nel breve periodo, soprattutto in contesti sub-clinici. Gli effetti pero' tendono a non mantenersi nel tempo: i tassi di abbandono sono elevati, i follow-up brevi, i benefici profondi rari. I profili di pazienti che traggono maggiore beneficio dall'IA sono quelli con disagio lieve-moderato o con barriere all'accesso ai servizi tradizionali. Per pazienti con bisogni clinici complessi, la psicoterapia relazionale rimane superiore. Sulla base di questi risultati e sulla base di un'analisi anche delle questioni giuridiche in campo - come quelle legate alla privacy - il Manifesto indica sette assi operativi fondamentali: 1) supervisione clinica continua, specialmente con adolescenti e anziani; 2) trasparenza e spiegabilita' degli strumenti utilizzati; 3) protezione rigorosa dei dati di salute mentale 4) monitoraggio degli esiti a lungo termine; 5) contrasto ai bias algoritmici per garantire equita' nell'accesso 6) formazione critica dei professionisti 7) consenso informato autentico, continuo e revocabile "Nel loro insieme - si legge nel Manifesto - questi principi delineano una direzione chiara: l'Intelligenza artificiale non deve essere pensata come un nuovo terapeuta, ma come un possibile strumento all'interno di ecosistemi di cura umani, responsabili e regolati".

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.