Iran: l’aumento delle perdite tra i militari Usa alimenta i timori di una nuova escalation
L’aumento delle perdite tra i militari statunitensi nella guerra con l’Iran sta accrescendo i timori di una nuova escalation da parte del presidente Donald Trump. E’ quanto si legge sul quotidiano “The Hill”, che ricorda come con la morte di tre soldati nel fine settimana, il bilancio statunitense è salito a 17 vittime dall’inizio del conflitto lo scorso marzo, mentre quasi 100 militari sono rimasti feriti dall’avvio della nuova campagna di bombardamenti il 7 luglio. Secondo analisti ed ex funzionari dell’amministrazione Usa, il crescente costo umano potrebbe spingere Washington a intensificare ulteriormente le operazioni militari. Gli Stati Uniti hanno risposto alle rappresaglie iraniane con una nuova ondata di attacchi contro infrastrutture militari e civili iraniane, mentre Trump ha promesso ritorsioni ancora più dure per ogni militare statunitense ucciso. Nonostante l’escalation, entrambe le parti mantengono aperti i canali diplomatici: il segretario di Stato Marco Rubio ha ribadito la disponibilità a negoziare, mentre Teheran ha confermato lo scambio di messaggi tramite mediatori. Intanto proseguono gli scontri nel Golfo, con l’Iran che continua a colpire obiettivi statunitensi nella regione e Washington impegnata a limitare il traffico marittimo verso i porti iraniani nello Stretto di Hormuz. Il protrarsi del conflitto sta già producendo effetti economici, con il prezzo medio della benzina negli Stati Uniti tornato a 4 dollari al gallone. Secondo alcuni osservatori, la pressione sull’economia e sull’opinione pubblica statunitense potrebbe favorire una nuova tregua, ma resta il rischio che il conflitto sfugga al controllo, mentre i sondaggi mostrano un crescente scetticismo degli elettori sulla strategia dell’amministrazione Trump nei confronti dell’Iran.
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