Iran, pochi giorni ancora e non potrà più lanciare missili
L’Iran è molto vicino al punto di rottura della propria capacità missilistica balistica. La perdita della capacità totale di lanciare missili è prevista in un arco temporale brevissimo, stimato tra pochi giorni e una settimana. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha riferito che il volume di missili lanciati dall'Iran è già crollato dell'86% dal 28 febbraio ad oggi. Il problema principale per Teheran non è solo lo stock di missili (stimato ancora in circa 2.000-2.500 unità a corto e medio raggio), ma la distruzione dei lanciatori mobili (TEL). Israele e USA ne hanno già eliminati circa il 75%. La capacità di colpire Israele con testate pesanti potrebbe esaurirsi entro le prossime 48-72 ore a causa della scarsità di lanciatori specifici e della distruzione dei siti di stoccaggio a Qom e Markazi. Gli esperti militari prevedono che, mantenendo l'attuale ritmo di bombardamenti sui siti sotterranei e sulle infrastrutture di produzione, l'Iran perderà la capacità di lanciare attacchi coordinati e significativi entro la metà di marzo 2026. Man mano che i missili balistici scarseggiano, l'Iran sta già aumentando l'uso di droni kamikaze (oltre 2.000 lanciati finora) come arma di ripiego per mantenere una pressione costante. Israele ha annunciato l'inizio di una nuova fase di bombardamenti aerei su Teheran, colpendo infrastrutture militari appartenenti al regime. L'esercito israeliano conferma anche il raid serale alla periferia sud di Beirut dichiarando di aver iniziato a "colpire le infrastrutture di Hezbollah" nella periferia nota anche come Dahiyeh. L'Iran ha imposto un blocco del transito navale dello Stretto di Hormuz, utilizzando il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) per intimare alle imbarcazioni di non passare. Questo atto ha causato il blocco di oltre 150 navi cisterna e un'impennata del prezzo del petrolio verso i 120 dollari. Teheran ha risposto agli attacchi israelo-statunitensi lanciando missili e droni non solo contro Israele, ma anche contro obiettivi in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Oman. Si segnalano colpi contro una base USA in Qatar e un incendio al consolato statunitense a Dubai. Azerbaigian, droni iraniani colpiscono l'aeroporto: due feriti. Fonti statunitensi hanno riportato l'inizio di un'offensiva di terra da parte di migliaia di combattenti curdi all'interno del territorio iraniano, sebbene le fonti curde abbiano inizialmente smentito tali movimenti. Trump: "Assolutamente favorevole a offensiva curdi" Il presidente Donald Trump ha dichiarato in un'intervista alla Reuters rilanciata dal New York Times di essere "completamente favorevole" all'offensiva delle forze curde contro il governo di Teheran, ma non ha specificato se gli Stati Uniti forniranno loro supporto militare. "Penso che sia meraviglioso che vogliano farlo", ha aggiunto. L'Iran ha ufficialmente sospeso la collaborazione con l'AIEA (Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica), espellendo gli ispettori dai siti nucleari. Emergono notizie sulla nomina di Mojtaba Khamenei (figlio della Guida Suprema) come nuovo leader dell'Iran, una mossa su cui il presidente USA Donald Trump ha già espresso forte opposizione. Vuole essere lui a collaborare nella scelta del nuovo leader iraniano e ha definito il figlio di Khamenei con un “peso piuma”. Le previsioni per i prossimi giorni indicano un'accelerazione drammatica delle operazioni, con l'obiettivo di decapitare definitivamente il comando iraniano. Tuttavia, la "caduta" di una metropoli come Teheran non segue le logiche delle guerre classiche del passato. Si prevede un attacco informatico e cinetico definitivo sulla rete elettrica e idrica nazionale iraniana per fiaccare la resistenza delle milizie urbane. Gli Stati Uniti potrebbero tentare un'operazione navale rischiosa per "riaprire" forzatamente lo Stretto di Hormuz, mossa che potrebbe scatenare l'uso di armi tattiche o chimiche da parte delle fazioni più radicali dell'IRGC. Nonostante i bombardamenti, Teheran è una città di 9 milioni di abitanti protetta da montagne. Se il regime decidesse di trincerarsi nei bunker sotterranei e utilizzare i civili come scudi, la resistenza potrebbe durare mesi, trasformando la capitale in un teatro di guerriglia urbana logorante. Cina e Russia: Nelle prossime ore si attende una mossa diplomatica (o militare difensiva) da parte di Pechino per proteggere i propri flussi energetici. Un loro intervento diretto è improbabile, ma potrebbero fornire droni e intelligence a ciò che resta dell'esercito iraniano. Il regime potrebbe perdere il controllo amministrativo di Teheran entro la metà di marzo, ma la pacificazione della città richiederà molto più tempo.
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