Iraq: la sigla “Saraya Awliya al Dam” rivendica gli attacchi con droni contro le basi Usa a Erbil e Baghdad
Una sigla riconducibile alla galassia della “Resistenza islamica in Iraq” ha rivendicato attacchi con droni kamikaze contro obiettivi militari statunitensi a Erbil e a Baghdad. In un video diffuso sui social media – la cui autenticità è ancora in fase di verifica – un gruppo che si identifica come Saraya Awliya al Dam, traducibile come “Brigate dei protettori del sangue”, afferma di aver preso di mira l’aeroporto internazionale di Erbil, dove si trova la base della coalizione internazionale che ospita anche il contingente italiano della missione di addestramento. Nel filmato, pubblicato su piattaforme social e rilanciato da diversi account legati alla galassia delle milizie sciite filo-iraniane, compare un militante con il volto oscurato che mostra il segno della vittoria davanti a un cartello scritto in arabo con la dicitura: “La Resistenza islamica – Saraya Awliya al-Dam – 11 marzo 2026 – attacco contro l’aeroporto di Erbil”. Il video mostra inoltre una grafica satellitare con obiettivi indicati nell’area dell’aeroporto della città curda. La stessa sigla avrebbe rivendicato anche un attacco contro Camp Victory, una base militare statunitense nell’area dell’aeroporto internazionale di Baghdad. La rivendicazione non è stata al momento confermata da fonti indipendenti. Il nome Saraya Awliya al Dam è emerso per la prima volta nell’agosto del 2020, quando il gruppo rivendicò un attacco contro un convoglio logistico collegato alle forze statunitensi in Iraq. Da allora la sigla è comparsa sporadicamente per rivendicare attacchi contro convogli di rifornimento della coalizione internazionale e contro basi militari utilizzate da Stati Uniti e partner occidentali nel Paese. Secondo il Washington Institute for Near East Policy, il gruppo è considerato una sigla di facciata utilizzata da milizie sciite filo-iraniane per non esporsi direttamente nelle operazioni contro obiettivi occidentali. Le valutazioni raccolte dal think tank indicano possibili collegamenti con diverse milizie della galassia armata sciita irachena, tra cui Asaib Ahl al Haq, Kataib Hezbollah e Kataib Sayyid al Shuhada. Questi gruppi fanno parte della rete informale nota come Resistenza islamica in Iraq, un ombrello di milizie sostenute dall’Iran che negli ultimi anni ha rivendicato numerosi attacchi contro basi e interessi statunitensi in Iraq e in Siria. Un precedente significativo risale al febbraio 2021, quando Saraya Awliya al Dam rivendicò un attacco con razzi contro la base della coalizione a Erbil. In seguito, l’intelligence curda attribuì l’operazione a militanti legati a Kataib Sayyid al Shuhada, mentre funzionari statunitensi indicarono il possibile coinvolgimento di più milizie della rete filo-iraniana. Secondo l’analisi del Washington Institute, l’uso di sigle minori o temporanee per rivendicare attacchi costituisce una pratica diffusa tra le milizie irachene sostenute da Teheran. Questa strategia consente ai gruppi più strutturati di evitare una rivendicazione diretta, riducendo i rischi di ritorsioni militari o politiche, pur mantenendo la capacità di comunicare e propagandare le proprie operazioni. Le autorità irachene e la coalizione internazionale non hanno al momento fornito una ricostruzione ufficiale completa degli attacchi rivendicati nel video. Anche la dinamica dell’azione – che secondo alcune ricostruzioni sarebbe stata condotta con droni kamikaze di fabbricazione iraniana – resta oggetto di verifiche.
Qual è la tua reazione a questa notizia?