«Israele era al corrente» Ma i suoi raid continuano
Non è una sorpresa per Gerusalemme la sospensione per cinque giorni dell'ultimatum di 48 ore del presidente Usa all'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz. Dopo una giornata trascorsa inseguendo ogni sorta di speculazioni e retroscena, è arrivata in serata la conferma di Netanyahu: «Ho parlato con Trump. Il presidente crede che ci sia la possibilità di fare leva sugli enormi risultati dell'esercito Usa e dell'Idf per concretizzare gli obiettivi della guerra attraverso un accordo che protegga i nostri interessi vitali. E in parallelo, noi continuiamo a colpire, in Iran e in Libano». I caccia israeliani hanno condotto un'altra ondata di raid su vasta scala nel cuore di Teheran, focalizzati su strutture militari dei Guardiani della Rivoluzione, della Forza Quds e della milizia Basij, responsabile della repressione interna. Nel mirino non compaiono infrastrutture nucleari ed energetiche, in ottemperanza alla nuova direttiva di Trump.
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