Istat: sale il potere d’acquisto delle famiglie nel terzo trimestre 2025, risparmio ai massimi dal 2009
Nel terzo trimestre 2025, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stimata all’11,4 per cento, in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente: escludendo il periodo Covid, raggiunge livelli massimi dal terzo trimestre del 2009. È quanto emerge dal report dell’Istat su conto trimestrale delle amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie, profitti delle società. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è cresciuto del 2,0 per cento rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,3 per cento. A fronte di una variazione dello 0,2 per cento del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dell’1,8 per cento. Nel terzo trimestre 2025, la pressione fiscale è stata pari al 40,0 per cento, in calo di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La quota di profitto delle società non finanziarie, stimata al 42,3 per cento, è diminuita di 0,9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento delle società non finanziarie si attesta al 22,8 per cento, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Nel terzo trimestre 2025 l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al -3,4 per cento (-2,3 per cento nello stesso trimestre del 2024). Il saldo primario delle amministrazioni pubbliche (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil dello 0,4 per cento (1,6 per cento nel terzo trimestre del 2024). Il saldo corrente delle amministrazioni pubbliche è stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,3 per cento (2,2 per cento nel terzo trimestre del 2024).
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