Thailandia-Cambogia: militari feriti al confine, Bangkok accusa Phnom Penh di aver violato la tregua
La Thailandia ha presentato formale protesta alla Cambogia accusandola di aver violato il cessate il fuoco in vigore da dieci giorni in un “incidente” transfrontaliero. In dichiarazioni citate dall’agenzia stampa “Cna”, il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul ha dichiarato che il suo governo ha presentato una protesta alla Cambogia chiedendo alle autorità di chiarire la loro posizione. In una nota, l’esercito thailandese ha sostenuto che la Cambogia abbia “violato il cessate il fuoco” questa mattina, accusando le forze cambogiane di aver sparato colpi di mortaio nella provincia thailandese di Ubon Ratchathani. Un soldato thailandese è stato ricoverato in ospedale a causa di ferite da schegge al braccio destro, ma non in pericolo di vita, ha dichiarato l’esercito. Sull’accaduto non c’è tuttavia consenso. Phnom Penh, infatti, non ha fatto riferimento a colpi di mortaio ma affermato che un “cumulo di rifiuti” è esploso, ferendo due dei suoi militari. Il ministero degli Esteri di Bangkok ha dichiarato che le forze thailandesi “non hanno reagito”, preferendo contattare la parte cambogiana per verificare l’accaduto, aggiungendo che Phnom Penh “ha sostenuto che si è trattato di un incidente”. In una dichiarazione, il ministero thailandese ha inoltre esortato la Cambogia a “impedire che simili incidenti si ripetano” e a presentare delle scuse. Nel 2025 la disputa di confine che da anni contrappone le due nazioni del Sud-est asiatico è sfociata più volte in scontri militari, con combattimenti che a dicembre hanno causato la morte di decine di persone e lo sfollamento di circa un milione di persone da entrambi i Paesi. Il 27 dicembre, Bangkok e Phnom Penh hanno acconsentito a firmare una tregua, mettendo fine a tre settimane di scontri.
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