Italia tra i Paesi Eu con meno laureati
I dati confermano che investire in educazione è il mezzo più efficace per contrastare il disagio socio-economico e che raggiungere i più elevati gradi di istruzione garantisce ancora l'accesso a professioni più stabili e meglio remunerate. Tuttavia, spesso la condizione familiare influenza il percorso di studi, rendendo fondamentale garantire pari opportunità di accesso all'istruzione superiore. Per questo motivo l'Unione europea si è posta come obiettivo quello di raggiungere il 45% di giovani laureati entro il 2030. Grazie ai dati Eurostat è possibile fare un confronto a livello continentale sulla quota di popolazione in possesso di un titolo di studio terziario. E’ del 31,6% la quota di persone di età compresa tra i 25 e i 34 anni con titolo di studio terziario in Italia nel 2024. Nel 2024, il 33,5% degli europei di età compresa tra i 25 e i 74 anni aveva una laurea o un titolo equivalente. Irlanda, Lussemburgo, Svezia e Cipro superano il 45% mentre Romania e Italia sono sotto il 25%. Nella fascia 25-34 anni, l'Italia è penultima, distante oltre 13 punti dalla media UE (44,2%). Solo la Romania fa peggio (23,2%). Quasi la metà degli stati membri ha già raggiunto o superato il target. E’ quanto sottolinea “Numeri alla mano”, la rubrica settimanale di Fondazione Openpolis, in onda ogni giovedì alle 7 su Radio Radicale. E’ inoltre del 38,5% la quota di laureate di età compresa tra i 25 e i 34 in Italia nel 2024. All’interno di questo quadro si evidenzia anche una marcata differenza di genere: le donne raggiungono livelli di istruzione terziaria molto più spesso degli uomini. Nel nostro paese il divario è particolarmente ampio e supera i 13 punti percentuali, uno dei più elevati in Europa. Sei le regioni in cui la quota di laureati di età compresa tra 25 e 49 anni superava il 30% nel 2022. In quell’anno, solo 6 regioni superavano il 30% di laureati: Lazio (32,6%), Molise (31,6%) e Abruzzo (30,8%) sono le regioni con le percentuali più alte. Viceversa, Sicilia (22,5%), Campania (23,6%) e Sardegna (23,7%) riportano le quote inferiori. Da rimarcare che tra il 2018 e il 2022 tutte le regioni hanno registrato aumenti. I più significativi in Trentino-Alto Adige, Lombardia e Veneto. 81 i comuni italiani in cui la quota di laureati tra i residenti di 24 e 49 anni superava il 40% nel 2022. A livello comunale, i dati mostrano un'alta frammentazione della popolazione di 25-49 anni con titolo terziario. Ai primi posti figurano Torre d’Isola (52,9%), Basiglio (51,2%) e Pavia (50,9%). Non sorprendono le percentuali particolarmente elevate fatte registrare da capoluoghi e sedi universitarie come Bologna, Siena, Milano e Padova (attorno o sopra il 48%). Tuttavia, nel complesso, solo 81 comuni superano il 40% di laureati. Nella maggior parte dei casi invece la quota è sotto il 30% e in 2.376 comuni meno di un residente su cinque in quella fascia d'età ha un titolo universitario.
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