Kataib Hezbollah, la milizia irachena nelle mani di Teheran
La Kataib Hezbollah è la principale indiziata per il rapimento della giornalista americana Shelly Kittleson, avvenuto ieri nella capitale dell'Iraq Baghdad. Si tratta delle più potenti milizie sciite attive in Iraq, uno dei cosiddetti "proxies" più rilevanti dell'Iran nella regione, un'arma importante nelle mani di Teheran in un contesto segnato dal conflitto con Washington e i suoi alleati. Il gruppo fa parte a tutti gli effetti del cosiddetto "Asse della Resistenza", la rete di attori armati sostenuti dall'Iran che si oppongono a Stati Uniti e Israele di cui fanno parte anche Hamas e gli Hezbollah libanesi. L'attacco sferrato da fine febbraio da Usa e Israele ha immediatamente attivato le milizie irachene, che hanno condotto diversi attacchi e colpito da più parti nella notte tra il 21 e il 22 marzo il Baghdad Diplomatic Support Center, un'importante struttura logistica statunitense situata presso l'aeroporto internazionale di Baghdad. Attacchi avvenuti nonostante l'annuncio da parte della stessa milizia di una pausa temporanea negli attacchi contro l'ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad, già presa di mira più volte dal 28 febbraio. Tale tregua si è dimostrata incapace di garantire tuttavia la protezione degli altri interessi americani in Iraq e ha spinto all'evacuazione delle missioni Nato in Iraq per motivi di sicurezza.
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