La Nato rafforza la cooperazione navale con l’Algeria mentre sorveglia i convogli russi nel Mediterraneo. Dal 6 al 9 settembre fanno scalo a Orano la fregata greca “Kountouriotis” e il pattugliatore italiano “Raimondo Montecuccoli”, entrambi parte del Secondo gruppo navale permanente dell’Alleanza (Snmg2). È lo stesso porto dal quale, il primo settembre, era partita la “Lady Mariia”, cargo russo legato alla logistica militare di Mosca, colpito da droni il 6 settembre a nord della Libia e a ovest di Creta. Intanto l’operazione aeronavale europea Irini, con l’abbordaggio della petroliera “Sun” effettuato a fine agosto dalla Marina italiana, ha portato a sei le verifiche di bandiera sulle navi sospette. Nel Mediterraneo prende così forma una tenaglia: la Nato segue i convogli russi, mentre l’Ue intensifica i controlli sulla flotta ombra che alimenta le entrate di Mosca.
Il Comando marittimo alleato (Marcom) ha annunciato lo scalo su X, sottolineando l’obiettivo di “rafforzare la cooperazione marittima con l’Algeria”, partner della Nato attraverso il Dialogo mediterraneo. “Migliorare l’interoperabilità. Rafforzare i partenariati”, sintetizza il messaggio dell’Alleanza. Il ministero della Difesa algerino ha confermato le date della visita e riferito degli incontri dei comandanti delle due navi con il responsabile della base navale di Mers el Kebir, nei pressi di Orano, dedicati alle “modalità per sviluppare la cooperazione militare e rafforzare le relazioni bilaterali”. Il programma comprende una Passex, dall’inglese “Passing exercise”: un’esercitazione organizzata in occasione dell’incontro tra navi di Marine diverse, durante la quale gli equipaggi si addestrano a comunicare e a manovrare insieme. L’obiettivo, spiega la Difesa algerina, è favorire “lo scambio di esperienze e il consolidamento della cooperazione”. La cooperazione con la Nato si affianca ai rapporti militari che Algeri mantiene con Mosca: il 22 giugno Orano aveva accolto per uno scalo di quattro giorni la fregata russa “Admiral Kasatonov” e la nave rifornitrice “Akademik Pashin”, nell’ambito del programma di cooperazione bilaterale.
La visita assume rilievo anche per il compito affidato al gruppo navale di cui fanno parte le due unità. Nei giorni scorsi Marcom ha dichiarato che proprio il gruppo navale Snmg2 contribuisce alla sorveglianza delle navi russe in transito nel Mediterraneo, accompagnando il messaggio con la formula “We. Are. Watching”: “Stiamo osservando”. Il gruppo è sotto comando greco, affidato al commodoro Georgios Kypriotis, imbarcato sulla “Kountouriotis”. Come ricostruito ieri da “Agenzia Nova”, almeno due distinti convogli russi hanno fatto ingresso nel “Mare Nostrum” procedendo verso est. Il primo comprende il cargo “Sparta”, la nave antisommergibile “Admiral Levchenko”, la petroliera “General Skobelev” e la rifornitrice “Akademik Pashin”. Il secondo riunisce la nave da sbarco “Aleksandr Shabalin” e i mercantili “Anastasiia” e “Yuriy Arshenevskiy”. Per entrambi restano da accertare le destinazioni finali. Gli avvistamenti del primo convoglio al largo della Libia fanno ritenere possibile una tappa a Tobruk, in Cirenaica, ma l’ingresso nel porto non è stato finora confermato.
La Nato sorveglia le navi russe già prima del loro ingresso nel Mediterraneo. Il 29 agosto la Royal Navy ha riferito di aver seguito per tre giorni unità militari e cargo di Mosca nel Mare del Nord e nella Manica, impiegando navi ed elicotteri. Al largo dell’isola francese di Ushant, un’altra unità dell’Alleanza ha proseguito il monitoraggio. La sorveglianza si estende così lungo le rotte che collegano i porti russi dell’Europa settentrionale al Mediterraneo, al Nord Africa e al Medio Oriente. Su queste stesse direttrici si muoveva anche la “Lady Mariia”. Secondo i dati di tracciamento analizzati da “Nova”, dopo la partenza da Orano il cargo procedeva verso est e indicava il Canale di Suez come destinazione. La nave è soggetta a sanzioni statunitensi ed è stata impiegata in passato nel trasporto di materiale militare russo. I filmati dell’attacco, diffusi dal giornalista russo d’opposizione Aleksandr Nevzorov, mostrano ordigni colpire il ponte e le attrezzature di bordo, provocando almeno un incendio. Nevzorov ha sostenuto che il cargo trasportasse armi iraniane e veicoli blindati destinati alla Russia: una ricostruzione ripresa dalla testata ucraina “United24 Media”, che precisa però come il contenuto del carico non sia stato verificato in modo indipendente. Restano da accertare anche l’entità dei danni e la responsabilità dell’attacco.
Alla sorveglianza Nato si affianca, su un piano distinto, l’attività dell’operazione navale europea Irini. A fine agosto, personale della Marina italiana imbarcato sulla “Thaon di Revel” è salito a bordo della petroliera “Sun”, in acque internazionali a est di Malta, per verificarne la bandiera. L’alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, ha datato l’intervento al 30 agosto, spiegando che la nave era sospettata di navigare sotto falsa bandiera. Si è trattato della sesta verifica di questo tipo effettuata dalle operazioni europee negli ultimi mesi. Irini ha richiamato l’articolo 110 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare come base dell’intervento. Il controllo serve ad accertare il diritto della nave a battere la bandiera dichiarata: non equivale automaticamente a un sequestro, almeno per ora. Eppure, per Bruxelles queste verifiche sono anche uno strumento di pressione sulla flotta ombra che sostiene le esportazioni petrolifere russe. Il contributo italiano si sviluppa così attraverso due missioni diverse: la “Montecuccoli” nel dispositivo Nato di presenza e sorveglianza, la “Thaon di Revel” nelle verifiche condotte dall’operazione europea sulle navi sospette.
Redazione
Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti.
Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988.
Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.