La rivoluzione della cinofilia sbarca a Milano con Tommaso Castellano

Mar 18, 2026 - 09:51
 0  45
La rivoluzione della cinofilia sbarca a Milano con Tommaso Castellano

Dopo il successo di Roma, la rivoluzione della cinofilia sbarca a Milano: appuntamento il 21 e 22 marzo che vede protagonista Tommaso Castellano. Fondatore di SCUOLAPERCANI, Tommaso Castellano è l'istruttore che ha trasformato l'educazione cinofila in un percorso di consapevolezza relazionale. Punto di riferimento per una community di oltre 1 milione di follower, autore dei libri "Avrai carezze per parlare con i cani" e del prossimo "L'apocalisse della cinofilia moderna", è il volto della trasmissione TV "Cani da Incubo". Il tour dell'Academy ha appena lasciato il segno nella Capitale. L'evento di Roma ha confermato la necessità di un nuovo paradigma: non più semplici esercizi di addestramento, ma una decodifica profonda del linguaggio animale. Come già anticipato su Globe Today’s, la "nuova rotta" della cinofilia è ormai tracciata. L'evento live è stato organizzato per rivoluzionare il rapporto uomo-cane. Castellano insegna a smettere di fare i "distributori di croccantini" per diventare vere guide. Si impara a farsi rispettare con la coerenza e il corpo, creando un cane che ascolta per fiducia e non per interesse. Inoltre spiega come eliminare lo stress della passeggiata e non farsi più trascinare. Trasforma l'uscita in un momento di calma dove ci si muove finalmente come una squadra, anche in mezzo alle distrazioni. Tommaso, cosa si intende davvero per “linguaggio del cane”? Il primo errore che facciamo è pensare che il cane capisca il nostro linguaggio verbale. Il cane non ragiona attraverso le parole, ma attraverso energia, postura, intenzione e coerenza. Quando diciamo “seduto”, il cane non capisce la parola. Capisce il contesto, il tono della voce, il movimento del corpo e soprattutto la credibilità della persona che lo guida. Il linguaggio del cane è fatto di segnali molto chiari: postura, distanza, pressione, rilascio, calma, direzione. Se il nostro linguaggio è incoerente, il cane si confonde. Se invece è chiaro e stabile, il cane capisce subito cosa vogliamo. Per questo spesso non è il cane che non ascolta. È l’uomo che non sta parlando la lingua giusta. Puoi farci un esempio di un 'cane difficile' che era solo 'non ascoltato'? Io dico spesso che il problema non è il cane, ma la relazione che si crea con il cane. Molti cani vengono definiti difficili semplicemente perché non sono stati capiti. Mi è capitato tante volte di vedere cani considerati aggressivi o ingestibili che in realtà erano solo frustrati, confusi o senza una guida chiara. Ricordo un cane definito pericoloso perché tirava, abbaiava e reagiva agli altri cani. In realtà era un cane con un’energia enorme, ma viveva con persone che avevano paura di gestirlo. Abbiamo lavorato sulla comunicazione, sulla gestione e sulla leadership. In pochi giorni quel cane è diventato equilibrato. Non perché l’abbiamo cambiato. Ma perché finalmente qualcuno ha iniziato a parlargli in modo comprensibile. Cosa significa davvero costruire un legame di fiducia? Coccole e croccantini non costruiscono una relazione. Costruiscono dipendenza o aspettativa, che è una cosa diversa. La vera relazione si basa su tre elementi fondamentali: fiducia, guida e chiarezza. Il cane deve percepire che la persona accanto a lui: • è stabile • sa prendere decisioni • è affidabile Quando il cane si fida davvero, si affida. E quando si affida, diventa sereno. Il legame vero nasce quando il cane sente che non deve gestire il mondo da solo. Non ha bisogno solo di affetto. Ha bisogno soprattutto di una guida equilibrata. Qual è l’errore più comune che altera l’equilibrio del rapporto? L’errore più comune è umanizzare il cane. Molti proprietari pensano di fare il bene del cane trattandolo come un bambino. Lo riempiono di attenzioni, lo proteggono da tutto, gli concedono qualsiasi cosa. Ma il cane non è un bambino. È un animale sociale che vive di regole, ruoli e struttura. Quando queste cose mancano, il cane entra in confusione. E spesso inizia a sviluppare problemi: ansia, aggressività, possessività. Il paradosso è che tutto nasce da troppo amore, ma espresso nel modo sbagliato. Amare davvero un cane significa capire chi è e di cosa ha bisogno. Non trattarlo come vorremmo essere trattati noi.

Qual è la tua reazione a questa notizia?

like

dislike

love

funny

angry

sad

wow

Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.