La scuola tra fragilità educativa e nuove sfide sociali: la riflessione di Mario Rusconi

Mag 4, 2026 - 00:00
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La scuola tra fragilità educativa e nuove sfide sociali: la riflessione di Mario Rusconi

La sua analisi parte da un dato di realtà difficile da ignorare: la scuola italiana non è più soltanto un luogo di istruzione, ma il principale punto di intersezione tra le fragilità dei giovani, le difficoltà delle famiglie e le contraddizioni del contesto sociale. Un sistema che coinvolge milioni di studenti e famiglie, ma che appare sempre più esposto a pressioni esterne e a una progressiva perdita di riconoscimento sociale. Rusconi sottolinea in particolare la crescente crisi di fiducia verso l’istituzione scolastica, accompagnata da un indebolimento del ruolo educativo condiviso tra scuola e famiglia. In molti casi, osserva, si è affermata una dinamica in cui le famiglie tendono a delegare completamente alla scuola la gestione educativa, salvo poi intervenire in modo conflittuale quando emergono criticità. Questo squilibrio genera una condizione di isolamento per i docenti e per i dirigenti scolastici, chiamati a fronteggiare situazioni sempre più complesse senza un adeguato sostegno sistemico. Un punto centrale della riflessione riguarda la formazione e la valorizzazione del corpo docente. La scuola italiana, secondo Rusconi, sconta una storica difficoltà a costruire un sistema di crescita professionale realmente meritocratico e verificabile. La formazione in servizio, pur prevista e finanziata, non sempre produce effetti misurabili, anche per l’assenza di meccanismi strutturati di valutazione. Ne deriva un sistema che rischia di non premiare adeguatamente le competenze e di non sostenere sufficientemente la motivazione professionale. Accanto a questo, emerge il tema più ampio della trasformazione culturale dei giovani, sempre più immersi in un ambiente digitale che modifica profondamente le modalità relazionali. La distanza tra esperienza virtuale e realtà concreta produce, secondo molte delle analisi richiamate nel dibattito, una riduzione delle competenze prosociali: la capacità di gestire il conflitto, di riconoscere l’altro, di assumere responsabilità nelle proprie azioni. In questo scenario, la scuola rischia di essere lasciata sola a fronteggiare fenomeni complessi come bullismo, disagio giovanile e comportamenti a rischio. Da qui l’esigenza, richiamata anche nel contesto della Fondazione OMRI, di rafforzare un approccio integrato e preventivo, che metta insieme scuola, famiglia, istituzioni e società civile. Non mancano tuttavia elementi di possibile ricostruzione. Esperienze educative fondate su sport, musica, attività culturali e apertura pomeridiana delle scuole mostrano come sia possibile creare contesti di relazione positivi e inclusivi. Sono proprio questi spazi, spesso periferici rispetto al sistema scolastico tradizionale, a rivelarsi più efficaci nel prevenire marginalità e comportamenti a rischio. La riflessione che emerge è quindi chiara: la crisi educativa non si risolve con interventi frammentati o puramente repressivi, ma richiede una visione sistemica. La scuola, da sola, non può reggere il peso delle trasformazioni sociali in atto. Serve un nuovo equilibrio tra responsabilità educative, in cui l’istituzione scolastica torni ad essere un pilastro autorevole, sostenuto da famiglie consapevoli e da politiche pubbliche coerenti. In questa prospettiva, il contributo del professor Rusconi e il lavoro della Fondazione Insigniti OMRI si collocano dentro una riflessione più ampia: quella sulla necessità di ricostruire una cultura della responsabilità educativa condivisa, capace di restituire senso, autorevolezza e prospettiva al percorso di crescita delle nuove generazioni.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.