La Svizzera, il Paese dei quattro mari

Mar 7, 2026 - 00:26
Mar 5, 2026 - 09:12
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La Svizzera, il Paese dei quattro mari

La Svizzera è un Paese senza sbocco al mare, privo di accesso diretto agli oceani. Eppure è collegata addirittura a quattro mari. Quello che a prima vista sembra un paradosso è in realtà una particolarità geografica unica in Europa: le piogge e le acque di scioglimento delle Alpi svizzere defluiscono infatti verso quattro mari diversi. Una goccia di pioggia che cade sulle Alpi svizzere può, molto tempo dopo, unirsi a milioni di altre e raggiungere il mare in luoghi completamente diversi: il Mare del Nord, il Mediterraneo, il Mar Nero o l’Adriatico. Ciò è reso possibile dalla posizione particolare della Svizzera nel cuore dell’Europa, dove le Alpi costituiscono uno dei più importanti spartiacque del continente. Dai loro passi e dalle loro vette si decide quale strada prenderà l’acqua, spesso dopo aver percorso migliaia di chilometri fino a uno di questi quattro mari. Fin dal XIX secolo la Svizzera è definita il “castello d’acqua d’Europa”. Sebbene custodisca solo una piccola parte dell’acqua dolce del continente, molti grandi fiumi nascono sul suo territorio o ricevono da esso una quantità decisiva di acqua. I quattro principali sono il Reno, il Rodano, il Ticino e l’Inn. Secondo l’Accademia svizzera di scienze naturaliCollegamento esterno (SCNAT), circa il 65% del territorio nazionale viene drenato attraverso i fiumi Aare, Reuss e Reno, verso la Germania, il nord della Francia e i Paesi Bassi, fino al Mare del Nord. Circa un quarto delle acque svizzere segue invece il corso del Rodano e del Lago Lemano, attraversando il sud della Francia fino al Mediterraneo occidentale. La parte meridionale delle acque svizzere raggiunge l’Adriatico passando per il Ticino e il Po, mentre l’Inn, dall’Engadina, confluisce nel Danubio e quindi nel Mar Nero, attraversando Austria, Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia, Romania, Bulgaria, Moldavia e Ucraina. Nell’Oblast (distretto) ucraino di Odessa, il Danubio, e con esso anche le acque dell’Inn, sfociano nel Mar Nero. Keystone / Laif / Jörg Modrow Un ruolo centrale è svolto dal massiccio del Gottardo, da cui nasce la maggior parte di questi fiumi. Dal punto di vista idrografico, la Svizzera è quindi considerata un vero e proprio snodo europeo. Una particolarità geografica si trova al Passo del LunghinCollegamento esterno, nel Canton Grigioni: qui si incontrano i bacini idrografici del Mare del Nord, dell’Adriatico e del Mar Nero. Questi cosiddetti tripli spartiacque, o triplici punti di divisione delle acque, dove l’acqua può fluire in tre direzioni diverse, sono rari nel mondo. In Nord America è noto il Triple Divide Peak nel Montana; in Australia esistono punti simili nell’entroterra. In Svizzera, tuttavia, non si tratta di luoghi remoti, bensì di un’area densamente popolata ed economicamente interconnessa, nel cuore dell’Europa. Con una media annua di circa 1’500 millimetri di precipitazioni e numerosi bacini naturali – i più grandi sono il Lago Lemano e il Lago di Costanza – la Svizzera dispone di risorse idriche superiori alla media. Le nuvole si addensano sulle Alpi e vi scaricano grandi quantità di pioggia, più che in molti altri Paesi. Secondo MeteoSvizzeraCollegamento esterno, la quantità d’acqua che ogni anno cade sull’intero territorio elvetico equivale pressappoco alla capacità del Lago di Costanza. Oltre all’approvvigionamento di acqua potabile e all’agricoltura, queste risorse svolgono un ruolo fondamentale nella produzione di energia. A seconda delle precipitazioni annuali, tra il 55% e il 60% dell’elettricità prodotta in Svizzera proviene dall’energia idroelettrica. La Svizzera è quindi tra i Paesi europei leader nel settore dell’idroelettrico. Le centrali ad accumulazione e a pompaggio nelle Alpi, con i loro bacini artificiali, non forniscono soltanto energia per il fabbisogno nazionale, ma contribuiscono anche alla stabilità della rete elettrica dei Paesi vicini.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.