LAHBIB: L’ISTRUZIONE NON DEVE ESSERE UNA VITTIMA DELLE GUERRE

Sep 9, 2026 - 12:04
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LAHBIB: L’ISTRUZIONE NON DEVE ESSERE UNA VITTIMA DELLE GUERRE

In occasione della Giornata internazionale per la protezione dell’istruzione dagli attacchi, la commissaria europea Hadja Lahbib ha richiamato l’attenzione sulla situazione di milioni di bambini che vivono in Paesi colpiti da conflitti armati. La Giornata è stata istituita all’unanimità dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di proteggere scuole, studenti e personale scolastico. La risoluzione, presentata dal Qatar, è stata sostenuta da altri 62 Paesi. Secondo i dati della Global Coalition to Protect Education from Attack, tra il 2024 e il 2025 sono stati segnalati oltre 8.500 attacchi contro strutture scolastiche, studenti e personale educativo in 28 Paesi interessati da conflitti. Scuole bombardate, occupate o trasformate in strutture militari hanno provocato danni ad almeno 10.600 studenti e insegnanti. Gli attacchi sono aumentati di oltre il 40 per cento rispetto ai due anni precedenti. La commissaria Lahbib sottolinea che gli attacchi all’istruzione rappresentano solo una parte delle violenze subite dai minori durante le guerre. Nell’ultimo anno sono state verificate circa 38 mila gravi violazioni ai danni di oltre 24 mila bambini. Per l’Unione europea, una scuola distrutta non significa soltanto perdere un edificio, ma anche privare i bambini di un luogo sicuro nel quale imparare, socializzare e costruire il proprio futuro. Le scuole e i civili sono protetti dal diritto internazionale e, secondo Lahbib, questa protezione deve essere rispettata da tutte le parti coinvolte nei conflitti. L’UE chiede quindi di fermare gli attacchi alle strutture scolastiche, di non utilizzare le scuole per scopi militari e di garantire agli operatori umanitari l’accesso sicuro ai bambini. Le violazioni devono inoltre essere documentate, investigate e perseguite, anche attraverso i meccanismi delle Nazioni Unite. Bruxelles considera l’istruzione una necessità fondamentale anche durante le emergenze umanitarie, al pari di cibo, alloggio, assistenza sanitaria e protezione. Per questo l’Unione europea finanzia programmi destinati a mantenere aperte le scuole nelle aree di crisi e sostiene chi lavora per garantire ai bambini un ambiente sicuro. Il messaggio della commissaria è chiaro: non bisogna aspettare la fine delle guerre per proteggere l’istruzione. Ogni scuola che riesce a rimanere aperta significa mantenere viva la possibilità, per un bambino, di costruirsi un futuro.

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Filippo Giuffrida Ha cominciato la sua carriera giornalistica nel 1982, come giornalista presso Radio Riviera Tre. Dal 1989 collabora con Radio One e con l'agenzia stampa Hi News. Nel 1994 si è trasferito a Bruxelles come corrispondente per l'agenzia L’Altra News. Nel 2003 ha fondato l'agenzia stampa DSPRESS ed è stato nominato Redattore capo della rivista L'Incontro, nel 2010 ha assunto la direzione del periodico mensile La Lettre B. Direttore dell'Istituto Europeo di Studi Giuridici e di Comunicazione, dal febbraio 2019 è il corrispondente da Bruxelles dell'agenzia giornalistica 9 Colonne, diretta da Paolo Pagliaro. Membro fondatore di ITACA, è il direttore di RadioCom.tv, la prima web-radio in lingua italiana destinata alle comunità italiane all'estero, un progetto sostenuto dal Ministero degli Esteri. Nel 2013 ha vinto il Michel Vanderborght Award nella categoria giornalismo e nel 2020 ha vinto il Radnoty Award nella categoria giornalismo. È uno degli autori del libro "Lettere dall'Europa" e degli editorialisti del periodico quindicinale Patria Indipendente. Filippo Giuffrida è il pronipote dello scrittore e giornalista Leonida Rèpaci e del giornalista e politico Ottavio Pastore, che fu il primo direttore de l'Unità. Ex Presidente del Comitato Provinciale dell'ANPI del Belgio, è il Vicepresidente della FIR, Federazione Internazionale dei Resistenti.