Il PARLAMENTO UE AFFRONTA IL PIANO PER UNA CASA PIÙ ACCESSIBILE
La commissione per l’edilizia abitativa del Parlamento europeo ascolterà oggi pomeriggio il commissario per l’Energia e l’Edilizia abitativa Dan Jørgensen, che presenterà la proposta della Commissione europea sull’Affordable Housing Act, il nuovo quadro europeo pensato per affrontare il problema dell’accessibilità degli alloggi. Il provvedimento, dopo l’adozione da parte del Collegio dei commissari, punta a creare un quadro comune per valutare le misure che gli Stati membri possono adottare per garantire una maggiore disponibilità di abitazioni a prezzi sostenibili. Tra gli aspetti considerati rientrano anche gli affitti di breve durata. Durante l’audizione, gli eurodeputati potranno interrogare il commissario e discutere l’impatto delle nuove misure su Stati membri, regioni e amministrazioni locali, chiamati ad affrontare l’aumento dei prezzi delle abitazioni, la carenza di alloggi e le difficoltà di accesso alla casa. Uno degli obiettivi principali della Commissione è aiutare le autorità pubbliche a individuare, sulla base di dati disponibili al pubblico, le aree europee maggiormente interessate da una situazione di forte pressione abitativa. Nel rispetto del principio di sussidiarietà, gli Stati potranno quindi adottare interventi specifici per tutelare l’accessibilità degli alloggi, anche intervenendo sul fenomeno degli affitti turistici e di breve durata. Per affrontare in modo strutturale la crisi abitativa, Bruxelles sottolinea però la necessità di aumentare l’offerta di case. Tra le possibili soluzioni figurano la costruzione di nuovi alloggi, il recupero e un migliore utilizzo degli immobili sfitti, lo sviluppo dell’edilizia sociale e la semplificazione delle procedure di pianificazione e autorizzazione. La proposta arriva dopo una consultazione mirata che ha coinvolto cittadini, autorità pubbliche e altri soggetti interessati, chiamati a indicare quali strumenti siano più efficaci per proteggere e promuovere l’accessibilità delle abitazioni nelle zone d’Europa maggiormente colpite dalla crisi.
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