L’ex agente del Mossad Shine: “Mojtaba Khamenei invia un messaggio di sfida a Usa e Israele”
Il primo discorso della nuova guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, rappresenta un messaggio di continuità con la strategia dell’“Asse della resistenza” e segnala la volontà di proseguire il confronto con Stati Uniti e Israele insieme alle milizie alleate nella regione. Lo ha dichiarato Sima Shine, ricercatrice senior presso l’Institute for National Security Studies (Inss) di Tel Aviv ed ex membro dei servizi di intelligence israeliani Mossad, durante un briefing stampa organizzato dall’ambasciata d’Israele a Roma. Nel suo primo messaggio da quando è stato scelto come leader supremo dell’Iran, Mojtaba Khamenei ha elogiato le forze armate iraniane e ha invitato a continuare la resistenza militare contro quella che ha definito l’“aggressione” di Stati Uniti e Israele. Nel discorso, il leader iraniano ha ringraziato in particolare gli Houthi dello Yemen, Hezbollah in Libano e i gruppi armati sciiti iracheni per il sostegno offerto a Teheran. Secondo Shine, “ciò che è interessante nel suo messaggio è l’invito a continuare la resistenza”. Per l’analista dell’Inss, il segnale che arriva da Teheran è che “che si tratti di Khamenei insieme al Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (Irgc) o di lui solo, è stato deciso che per il momento l’Iran continuerà la guerra con la Resistenza”. “Questo è il messaggio che arriva agli Stati Uniti e a Israele”, ha aggiunto. Il discorso della nuova guida suprema – che non è ancora apparso in pubblico dalla sua nomina – è stato letto in diretta da una giornalista della televisione di Stato iraniana. Secondo Shine, una delle possibili ragioni per cui Khamenei non ha registrato un video o parlato direttamente potrebbe essere il fatto che “è rimasto ferito” in uno degli attacchi che hanno colpito l’Iran nelle ultime settimane. “Non sappiamo quanto sia grave e cosa significhi per la sua capacità di presentarsi in pubblico”, ha affermato l’analista, aggiungendo che, secondo alcune voci, il leader iraniano “avrebbe riportato ferite al viso”. Nel discorso, Mojtaba Khamenei ha inoltre affermato che lo Stretto di Hormuz deve restare chiuso perché rappresenta una “leva” strategica. Secondo Shine, questa posizione “non è una sorpresa”, dal momento che il nuovo leader è stato per anni vicino al padre, l’ex guida suprema Ali Khamenei. Per l’analista israeliana, il messaggio attuale di Teheran è quello di proseguire il confronto, ma non necessariamente nel lungo periodo. “Con il progressivo indebolimento delle loro capacità e di fronte a ciò che continuerà ad accadere, è possibile che riconsiderino la loro posizione”, ha dichiarato Shine. “Dobbiamo aspettare e vedere cosa accadrà. Penso che stiano commettendo di nuovo un errore”, ha aggiunto, sostenendo che “questa politica di Resistenza non li ha portati da nessuna parte”.
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