Lupo, l’allarme di Legambiente dopo il declassamento: “A rischio la conservazione della specie”

Mar 18, 2026 - 00:26
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Lupo, l’allarme di Legambiente dopo il declassamento: “A rischio la conservazione della specie”

Il via libera definitivo arrivato dal Senato, dopo quello della Camera, al declassamento del lupo è “un grave errore. Abbassare il livello di protezione di questa specie- dichiara Stefano Raimondi responsabile nazionale biodiversità di Legambiente- non andrà a risolvere i conflitti sociali in corso. Basare il declassamento su una volontà politica, e non scientifica, non solo potrebbe compromettere gli sforzi di conservazione raggiunti fino ad oggi, ma potrebbe creare un precedente pericoloso per altre specie oggetto di tutela”. Inoltre, continua, “sostenere che gli abbattimenti selettivi possano rappresentare una risposta adeguata alle problematiche legate alla presenza del lupo nei territori europei significa ignorare sia la sproporzione del mezzo rispetto al fine, sia la mancanza di prove sulla reale efficacia di tali interventi”. L’Italia, secondo Raimondi, “avrebbe fatto bene a seguire l’esempio di altri paesi europei che hanno mantenuto al momento lo status di protezione massima nei propri ordinamenti giuridici. Del resto, non c’era nessuna necessità di intervenire con tale fretta visto che i paesi membri hanno tempo ancora un anno prima di intervenire modificando la propria legislazione. E il principio precauzionale sarebbe stato più che opportuno visti anche i diversi ricorsi pendenti in sede europea. Non dimentichiamo che in Italia, ad oggi, mancano misure di prevenzione e mitigazioni delle predazioni sebbene risultino efficaci per risolvere il conflitto con le attività zootecniche, così come manca una banca dati ufficiale e aggiornata sulle morti dei lupi per bracconaggio, i dati disponibili ad oggi sono per altro sottostimati. Inoltre, nulla è stato fatto per tutelare il lupo dall’ibridazione rischiando così di vanificare gli sforzi di conservazione”. “Ingiustizia è fatta“. L’aula del Senato ha votato declassamento del lupo da “rigorosamente protetto” a “protetto” approvando così “una misura priva di giustificazioni reali, se non quella di tentare di compiacere una parte degli allevatori: quelli che ancora non fanno uso attento e sistematico dei metodi di prevenzione delle predazioni, ma che non trarranno alcun reale giovamento da eventuali uccisioni”. A protestare così è l’Enpa lamentando anche il fatto che si sia votato non tenendo conto “delle posizioni di gran parte del mondo scientifico, preoccupato per lo status del lupo in Italia: una popolazione ancora vulnerabile. Non ha contato il peso dell’ibridazione, che riguarda quasi la metà dei lupi nel nostro Paese; non ha contato il bracconaggio, che ne colpisce oltre il 10% ogni anno”. Insomma, c’è una “un’ulteriore retromarcia nella politica di conservazione del patrimonio di fauna selvatica”, dichiara Annamaria Procacci, responsabile fauna selvatica dell’Enpa: “si colpisce la specie più preziosa, quella che esercita un ruolo fondamentale di bioregolatore degli equilibri ambientali, il primo predatore degli ungulati. Tutto questo sembra non contare. Si sta tornando indietro a grandi passi, cercando di cancellare parti importanti di quella legge, la 157, nata 34 anni fa e che segnò una svolta nella politica di tutela della fauna selvatica, indicando all’articolo 2 proprio il lupo come specie particolarmente protetta”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.