Morbillo, Bassetti: “Morire nel 2026 è inaccettabile. In Italia migliaia di casi e rischio elevatissimo”

Nov 8, 2026 - 06:47
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Morbillo, Bassetti: “Morire nel 2026 è inaccettabile. In Italia migliaia di casi e rischio elevatissimo”

“Morire di morbillo nel 2026 è inaccettabile. Purtroppo, prima o poi, quando si scherza con le malattie infettive, scappa il morto”. Così Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale Policlinico San Martino di Genova, commenta ad Affaritaliani la morte di un bambino nello Stato di New York, il primo decesso per morbillo registrato negli ultimi 30 anni. “È una situazione molto preoccupante, un disastro. Ci sono stati altri casi precedenti in Pennsylvania, in aree dove vivono numerose comunità Amish, notoriamente contrarie ai vaccini. Questa volta, invece, è stata colpita una zona dello Stato di New York. Negli Stati Uniti c’è un profondo sentimento antivaccinista: i bambini non vengono più vaccinati e il morbillo, che si diffonde molto facilmente tra i non immunizzati, può purtroppo causare anche dei decessi”. Ma il problema non riguarda soltanto gli Stati Uniti. Anche in Italia la situazione desta preoccupazione: “Siamo il primo Paese in Europa per numero di casi di morbillo. Abbiamo già registrato alcuni decessi e nel 2026 si contano migliaia di casi, forse anche di più. Il rischio di infezione è elevatissimo: il morbillo è la malattia infettiva più contagiosa e si trasmette molto facilmente da una persona all’altra. Quando inizia a diffondersi è difficile fermarlo e, quando si propaga rapidamente dando origine a un’epidemia, purtroppo qualcuno ci rimette la vita”. Bassetti sottolinea inoltre che considerarlo una malattia esclusivamente infantile è un errore: “Ci sono rischi importanti anche in età adulta. Il problema, quindi, non riguarda soltanto i bambini. È necessaria una copertura vaccinale adeguata per i più piccoli, ma anche per tutte le persone che non sono immunizzate. È una situazione davvero difficile”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.