Olimpiadi di Milano-Cortina e lo sfottò dei russi

Feb 12, 2026 - 00:25
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Olimpiadi di Milano-Cortina e lo sfottò dei russi

Altro che tregua olimpica. Il racconto dei Giochi di Milano-Cortina 2026 attraverso il prisma dei media russi offre uno spaccato di profondo risentimento e di una retorica improntata alla contrapposizione frontale con le istituzioni internazionali. Nelle cronache che giungono da Mosca, l'evento italiano non viene descritto come una festa dello sport, ma come l'ennesimo atto di una "guerra ibrida" in cui la discriminazione politica avrebbe definitivamente preso il sopravvento sul merito atletico. Il tema dominante è quello dell'ingiustizia e della "svalutazione" della competizione. Le testate nazionali e i principali talk show russi insistono sul fatto che un'Olimpiade invernale privata dei campioni russi — storicamente dominanti nel pattinaggio di figura, nell'hockey e nel fondo — sia un evento monco, privo di anima e tecnicamente mediocre. La narrazione ufficiale suggerisce che le medaglie assegnate in questi giorni a Milano e Cortina non abbiano un reale valore storico, poiché ottenute in assenza dei migliori interpreti mondiali, trasformando i Giochi in quello che viene definito, con disprezzo, un "campionato regionale occidentale".

L'attenzione mediatica è particolarmente feroce nei confronti del Comitato Olimpico Internazionale. Il rigoroso processo di selezione che ha portato solo 17 atleti russi a gareggiare sotto lo status di "Atleti Individuali Neutrali" (AIN) è presentato come un "filtro ideologico" umiliante. I commentatori russi criticano aspramente il divieto di esporre la bandiera e di suonare l'inno, definendo queste misure come una forma di segregazione moderna. In questo contesto, molti canali televisivi statali hanno scelto di boicottare i Giochi, preferendo dare risalto a competizioni nazionali alternative organizzate in Russia, presentate come più "etiche" e competitive. Al contempo, mentre la stampa internazionale riporta con preoccupazione i tentativi di attacchi hacker russi volti a destabilizzare le infrastrutture digitali olimpiche, la reazione di Mosca a tali accuse è di totale derisione. Le ipotesi di cyber-sabotaggio vengono rispedite al mittente e liquidate come "isterismo russofobo" utile a coprire eventuali carenze organizzative italiane. Non mancano, infatti, cronache che mettono in risalto con una certa compiacenza le critiche di alcuni atleti stranieri sulla logistica dei trasporti o sulle condizioni degli alloggi a Cortina, contrapponendole ai "fasti e alla perfezione" dell'edizione di Sochi.

Anche i risultati sportivi, come la vittoria degli Stati Uniti nel Team Event di pattinaggio dello scorso 8 febbraio, vengono riportati con freddezza, quasi sempre accompagnati dal commento che "con la partecipazione russa l'esito sarebbe stato scontato". Attualmente, il medagliere vede la Norvegia saldamente al comando con sei podi complessivi, seguita dagli Stati Uniti e da un'Italia che sta sfruttando bene il fattore campo, occupando il terzo posto con nove medaglie totali grazie a ottime prestazioni nel biathlon e nello slittino. Tuttavia, per il pubblico russo, questa classifica rimane un documento incompleto, simbolo di un’Olimpiade che, ai loro occhi, ha già perso la sua legittimità universale. 

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.