Il safari umano di Sarajevo

Feb 12, 2026 - 00:24
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Il safari umano di Sarajevo

La procura di Milano ha deciso di dare un nome ai cittadini italiani che pagavano per fare il tiro a segno dalle alture sulla gente inerme di Sarajevo. Una pratica , quella dei safari umani , condivisa con i militari serbo-bosniaci e che tra il 1992 e il1996 causò la morte di mille civili, compresi duecento bambini.
 Uccidere  un bambino per divertimento prevedeva un sovrapprezzo rispetto alla tariffa base,  mentre non era previsto alcun ulteriore addebito  per chi sparava a un anziano. 
Chi fossero i turisti del cecchinaggio da diporto, nome e cognome, era noto solo in alcuni casi – il più celebre quello di Eduard Limonov – ma che ci fossero, entusiasti e numerosi, era risaputo, e ai distratti lo ricordò comunque nel 2022 il documentario sloveno Sarajevo Safari.
La pratica su cui oggi indagano i magistrati di Milano era peraltro ben nota anche in Italia.  Con un ritardo di trent’anni va dato atto ad Adriano Sofri di averla raccontata in tempo utile ai lettori dell’Unità e agli ascoltatori di radio Radicale. In una  corrispondenza da Sarajevo del 17 maggio 1995 Sofri spiegava  come  il  cecchinaggio e la partecipazione venatoria internazionale non venissero  nascosti, ma anzi ostentati dalla televisione serbo bosniaca, e raccontava la storia di quel  volontario giapponese che diceva di essere venuto a sparare sui passanti  per guarire da una delusione amorosa. Tutti sapevano, giornalisti e cittadini comuni. Anche noi – dirimpettai a un’ora di volo.

-Fonte 9 colonne - 

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.