Parlamento europeo approva la legge sulla migrazione più severa di sempre

Giu 20, 2026 - 00:32
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Parlamento europeo approva la legge sulla migrazione più severa di sempre

Il Parlamento europeo ha approvato una legge che punta ad accelerare il rimpatrio dei migranti senza un diritto legale a restare nell'UE, grazie al sostegno dei gruppi di centrodestra e dell'estrema destra. Il "regolamento sui rimpatri" rappresenta il cambiamento più drastico nella politica migratoria del blocco da decenni. È considerato controverso perché consentirebbe ai Paesi dell'UE di istituire, attraverso accordi con Stati non membri, centri di rimpatrio al di fuori dell'Unione, i cosiddetti return hubs. Questi hub potrebbero funzionare come strutture di transito, dove le persone attendono il rimpatrio nel Paese d'origine, oppure come luoghi in cui i migranti restano per un periodo prolungato, potenzialmente senza limite di tempo né garanzia di ritorno. Solo i minori non accompagnati sarebbero esclusi dal provvedimento, mentre le famiglie con bambini potrebbero essere trasferite negli hub. La legge è stata approvata con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni. Dopo l'annuncio del risultato, i sostenitori del testo hanno applaudito, mentre alcuni eurodeputati dei banchi di destra hanno intonato lo slogan "send them back", "rimandateli indietro", riferito ai migranti irregolari. Dall'altra parte dell'emiciclo alcuni deputati hanno risposto gridando "shame on you" ("vergognatevi"). Il voto ha confermato l'emergere di una maggioranza orientata a destra in Parlamento sui temi migratori. Il Partito popolare europeo (PPE), di centrodestra, si è di nuovo schierato con i Conservatori e riformisti europei (ECR), formazione di destra, e con le forze di estrema destra Patriots for Europe (PfE) ed Europe of Sovereign Nations (ESN). Anche diversi eurodeputati del gruppo liberale Renew Europe hanno sostenuto il testo. Il PPE continua a escludere una cooperazione formale con i partiti che considera troppo estremisti, tra cui l'estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD) e il Rassemblement National francese. Il leader del PPE Manfred Weber ha respinto più volte l'ipotesi di alleanze formali con queste forze. Il PPE considera però decisivi i loro voti per irrigidire la normativa sulla migrazione, dando vita a una maggioranza alternativa rispetto alla tradizionale coalizione centrista formata da PPE, Socialisti e Democratici (S&D) e Renew Europe. Socialisti e deputati della sinistra si sono in gran parte schierati contro la legge, sostenendo che il testo potrebbe mettere a rischio i diritti fondamentali dei migranti. «Questo regolamento rischia di normalizzare pratiche giuridicamente dubbie che solo pochi anni fa sarebbero state impensabili nell'UE», ha dichiarato in una nota Ana Catarina Mendes, vicepresidente del gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D). Oltre alla creazione degli hub di rimpatrio, la nuova legge introduce anche la possibilità di perquisire il «luogo di residenza o altri locali pertinenti» di migranti irregolari, una misura che ONG e organizzazioni della società civile paragonano ai famigerati blitz dell'agenzia statunitense Immigration and Customs Enforcement (ICE). Altre disposizioni prevedono periodi di detenzione più lunghi, divieti di ingresso più severi e nuovi poteri per rintracciare i migranti irregolari. Il testo porta da sei mesi a due anni il limite legale massimo di detenzione per i migranti irregolari in attesa di rimpatrio, con una possibile proroga di altri sei mesi e una durata illimitata per le persone considerate un rischio per la sicurezza. Anche i divieti di ingresso diventerebbero molto più rigidi: nella maggior parte dei casi passerebbero da cinque a dieci anni, con la possibilità di un bando a vita per chi è ritenuto un rischio per la sicurezza. La normativa modificherebbe inoltre le procedure di ricorso. Oggi le espulsioni vengono sospese automaticamente finché sono in corso i procedimenti legali. Con la nuova legge questa tutela automatica verrebbe meno e spetterebbe ai tribunali decidere, caso per caso, se sospendere o meno un ordine di rimpatrio.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.