Tunisia: manifestazione degli avvocati per l’indipendenza della magistratura e riforma della professione
La professione forense tunisina ha osservato oggi uno sciopero generale nazionale accompagnato da manifestazioni davanti al Palazzo di giustizia di Tunisi e da assemblee nei principali tribunali del Paese, in un nuovo segnale delle tensioni che attraversano il sistema giudiziario tunisino. La mobilitazione, indetta dall’Ordine nazionale degli avvocati, rientra in un percorso di protesta più ampio avviato il 18 maggio scorso e volto a sollecitare una riforma della giustizia e delle condizioni di esercizio della professione. Durante la manifestazione nel cortile del Palazzo di giustizia di Tunisi, ai giornalisti non è stato consentito di accedere per coprire lo svolgimento del sit-in, limitando di fatto la possibilità di documentare direttamente l’iniziativa, se non da dietro l’ampio cancello del tribunale. L’astensione dal lavoro oggi è stata accompagnata dal tradizionale bracciale rosso indossato dagli avvocati e da scioperi in presenza nei tribunali di Biserta, Béja, Jendouba, Le Kef, Siliana e Tunisi. Al centro delle rivendicazioni figurano la revisione del quadro legislativo e regolamentare che disciplina la professione, il miglioramento del servizio pubblico della giustizia, il rafforzamento dell’indipendenza della magistratura e la garanzia di un processo equo. Gli avvocati chiedono inoltre la modernizzazione delle condizioni di lavoro e una riforma del sistema previdenziale e pensionistico della categoria, con l’obiettivo di assicurarne la sostenibilità finanziaria. Il decano dell’Ordine degli avvocati, Boubaker Belthabet, ha definito “totale” l’adesione allo sciopero, sottolineando che l’iniziativa è stata rispettata in tutti i tribunali senza registrare violazioni. In dichiarazioni all’emittente nazionale “Diwan Fm”, a margine dell’assemblea generale degli avvocati, Belthabet ha spiegato che la protesta si inserisce nel quadro delle decisioni adottate dal Consiglio dell’Ordine il 13 maggio e costituisce una prima tappa di un movimento iniziato a livello regionale. Secondo il decano, “le richieste della categoria non riguardano esclusivamente interessi corporativi, ma mirano ad aprire un dialogo sulle riforme necessarie per garantire una magistratura indipendente nei fatti e non soltanto a parole”. L’Ordine considera infatti il miglioramento del funzionamento della giustizia una componente essenziale dello Stato di diritto e ritiene che le attuali criticità richiedano un confronto con le autorità. La mobilitazione arriva in una fase particolarmente delicata per il settore giudiziario tunisino. Dall’estate del 2022, con lo scioglimento del Consiglio superiore della magistratura e la successiva riorganizzazione dell’assetto giudiziario voluta dal presidente Kais Saied, il tema dell’indipendenza della magistratura è diventato uno dei punti più controversi del dibattito politico e istituzionale. Organizzazioni nazionali e internazionali hanno più volte espresso preoccupazioni riguardo alle garanzie offerte ai magistrati e al rispetto della separazione dei poteri. Belthabet ha annunciato che “l’assemblea generale annuale degli avvocati, prevista per l’11 luglio, insieme alle riunioni del Consiglio dell’Ordine, sarà dedicata alla valutazione degli sviluppi della vertenza e all’adozione delle eventuali misure successive, secondo i meccanismi democratici interni alla professione”.
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