Procedure d'infrazione UE: nuovi richiami agli Stati membri per il recepimento delle direttive
La Commissione europea ha avviato oggi una nuova serie di procedure d'infrazione nei confronti di diversi Stati membri che non hanno ancora recepito completamente alcune direttive europee nei rispettivi ordinamenti nazionali. I Paesi interessati avranno due mesi di tempo per adeguarsi, altrimenti Bruxelles potrà procedere con un parere motivato, il passaggio successivo dell'iter. Tra i casi principali figura la mancata attuazione della direttiva contro le cosiddette SLAPP, le azioni legali abusive utilizzate per intimidire giornalisti, difensori dei diritti umani e organizzazioni della società civile. La Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora a quattordici Stati membri, tra cui l'Italia, chiedendo il completo recepimento delle nuove norme che rafforzano la tutela di chi opera nell'interesse pubblico. Bruxelles ha inoltre aperto una procedura nei confronti di tutti e ventisette gli Stati membri per il ritardo nell'attuazione della nuova direttiva sulla prestazione energetica degli edifici.
Il provvedimento è considerato fondamentale per accelerare la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio europeo, ridurre i consumi, contenere le bollette e diminuire la dipendenza dell'Unione dai combustibili fossili importati, con l'obiettivo di arrivare entro il 2050 a un parco immobiliare completamente decarbonizzato. Un'ulteriore procedura riguarda ventiquattro Paesi, compresa l'Italia, che non hanno ancora recepito integralmente le norme del pacchetto IMERA, il nuovo strumento europeo pensato per garantire il funzionamento del mercato interno durante le emergenze, assicurando la libera circolazione di beni essenziali, servizi e persone anche in situazioni di crisi.
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