Putin avverte i Paesi occidentali sulle navi russe: “Se verranno sequestrate, la Russia reagirà”
A buon intenditor poche parole. In estrema sintesi, può interpretarsi così l’avvertimento che Putin ha lanciato nei confronti dei Paesi occidentali. Le sue parole sono state pronunciate oggi a bordo dell’incrociatore Varyag, in occasione della fase finale delle esercitazioni tattiche svolte dalla Flotta del Pacifico presso l’isola di Sakhalin. “La Russia reagirà se i paesi occidentali dovessero sequestrare navi commerciali russe”, ha detto il capo del Cremlino. Lo riporta l’agenzia Tass. Putin ha sottolineato che la questione non riguarda soltanto le aree in cui le navi russe potrebbero essere sequestrate, “ma ovunque riterremo necessario e opportuno”, evocando direttamente l’Oceano Pacifico, come potenziale area di ritorsione. Nell’avvertimento del presidente russo, rientrano anche quelle della rete nota come “flotta ombra”. Ma come si è arrivati a questo punto? La guerra marittima sanzionatoria, tra l’Occidente e Mosca è iniziata nel dicembre 2022, quando G7 e Unione Europea hanno introdotto il tetto al prezzo del petrolio. La Russia, ha risposto allestendo un’imponente flotta parallela, stimata tra i 900 e i 1.200 bastimenti. Un sistema che si avvale di petroliere e portarinfuse, in gran parte obsolete, che operano con frequenti cambi di bandiera, proprietà societarie opache e senza le tradizionali coperture assicurative fornite dal circuito occidentale dell’International Group of P&I Clubs. Così facendo, Mosca è riuscita a mantenere il flusso delle proprie esportazioni energetiche verso i mercati non allineati, garantendosi entrate fondamentali per il bilancio statale. Una mossa, che ha reso pressoché vane le sanzioni burocratiche della coalizione occidentale. Lo scorso luglio, l’Unione Europea, nel suo ventunesimo pacchetto di sanzioni, ha risposto introducendo una clausola che autorizza gli Stati membri alla confisca diretta dei beni e alla messa all’asta delle navi intercettate. La nuova postura occidentale, si è concretizzata in una serie di operazioni lungo i principali snodi di navigazione. Ad eseguire il primo intervento militare di questo tipo, contro la Flotta ombra, è stata Londra: nello Stretto di Dover e nel Mar del Nord, i Royal Marines britannici hanno abbordato la petroliera Smyrtos. In seguito, altre navi sono state fermate nel Mar Baltico, nel Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico. Lo scorso 2 agosto, attraverso un comunicato, anche il ministero della Difesa italiana ha fatto sapere di aver abbordato la petroliera Toa Payoh, che navigava con bandiera del Camerun.
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