Putin rafforza la presa sulla Duma, numero record di seggi per il partito Russia Unita

Sep 24, 2026 - 00:23
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Putin rafforza la presa sulla Duma, numero record di seggi per il partito Russia Unita

Pause Unmute Seek to live, currently behind liveLIVE Remaining Time -1:07 Picture-in-Picture Fullscreen Le elezioni della Duma di Stato russa si sono concluse con un esito che non sorprende, ossia la vittoria del partito Russia Unita, che controlla la maggioranza del Parlamento ormai dal 2003. La novità del voto di quest’anno, iniziato il 18 settembre e terminato ieri sera, è che il risultato ottenuto – il 57,83 per cento a scrutinio quasi ultimato – proietta Russia Unita a conquistare la maggioranza più ampia dal 2003: 355 seggi su 450, ossia il 78,89 per cento del totale. Alle elezioni nel 2021, la formazione di governo aveva conquistato il 49,8 per cento dei voti. L’affluenza alle urne è stata anch’essa record: il 59,32 per cento, secondo quanto annunciato dalla presidente della Commissione elettorale centrale, Ella Pamfilova. Il Cremlino ha subito riferito che i risultati elettorali dimostrano un forte livello di “coesione” sociale attorno alla figura del presidente, Vladimir Putin. L’attuale leader di Russia Unita, Dmitrij Medvedev, ha salutato i primi dati elettorali come un’espressione di fiducia nel governo, promettendo di “sostenere la linea del presidente” e di “avvicinare il Paese alla vittoria”. Il secondo classificato alle elezioni è il Partito comunista della Federazione Russa (Pcrf), che però si colloca a grande distanza dal risultato di Russia Unita: il 13,81 per cento. Seguono il Partito liberaldemocratico di Russia (Ldpr), di stampo nazionalista, all’8,98 per cento, Nuova Gente al 7,96 per cento e Russia Giusta, che dovrebbe aver raggiunto la soglia di sbarramento del 5 per cento. Si tratta di partiti che votano quasi sempre a favore delle iniziative del Cremlino e che, nelle prime elezioni della Duma dall’inizio della cosiddetta “operazione militare speciale”, non hanno messo in discussione l’invasione russa dell’Ucraina. L’unico partito apertamente contrario alla guerra, Jabloko, è stato prontamente escluso dalla corsa elettorale da parte della Corte suprema russa il 10 agosto scorso. La formazione di opposizione è riuscita comunque a conquistare un seggio nella Duma regionale di Novgorod, l’unico territorio in cui ha potuto partecipare alla elezioni. A San Pietroburgo e nella regione di Leningrado le liste del partito non sono state registrate, mentre nelle regioni di Carelia, Kaliningrad, Sverdlovsk, Tomsk e Pskov sono state ritirate a seguito di ricorsi presentati da altri partiti. Mosca non ha invitato osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) a monitorare le operazioni di voto, accusando l’organizzazione di adottare due pesi e due misure. Jabloko, ma anche il Partito comunista, ha denunciato l’allontanamento dei propri osservatori da molti seggi. Il portale di informazione indipendente “Meduza” ha riferito di pressioni sui dipendenti del settore pubblico affinché andassero a votare. Secondo quanto appreso da fonti, infatti, il Cremlino voleva garantire un’affluenza superiore al 50 per cento. A quanto trapelato, le autorità russe hanno chiesto ai vertici di società statali, enti di bilancio e altre istituzioni di rafforzare la “mobilitazione aziendale”. A piccoli gruppi di dipendenti sarebbero stati assegnati responsabili di medio livello, definiti “mobilitatori”, incaricati di verificare la partecipazione al voto dei colleghi. Un dipendente di un ente pubblico di Mosca ha riferito a “Meduza” che, durante la votazione, in una chat di lavoro alla quale partecipavano anche dirigenti sono comparsi nomi di persone che non risultavano essersi recate alle urne. A queste persone è stato successivamente chiesto di spiegare la propria assenza. Episodi analoghi sono stati segnalati anche a Yakutsk, dove il 18 settembre alcuni insegnanti sarebbero stati obbligati a comunicare sia la propria partecipazione al voto sia quella dei genitori degli studenti, con aggiornamenti richiesti ogni due ore ai docenti responsabili delle classi. La reazione dell’Unione europea all’esito delle elezioni in Russia è stata netta. Per l’Alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Kallas, il voto conferma “la continua e crescente erosione della democrazia in Russia” in un contesto politico nazionale “sempre più autoritario”. A questo appuntamento elettorale, l’assenza di condizioni di parità è stata “aggravata dalla guerra di aggressione illegale contro l’Ucraina e dall’occupazione illegale dei territori ucraini”. Bruxelles “condanna in modo inequivocabile l’organizzazione illegale delle cosiddette ‘elezioni’ nei territori ucraini temporaneamente occupati, ovvero la Repubblica autonoma di Crimea, la città di Sebastopoli e parti delle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson”. Per l’Ue, si tratta dell’ennesima violazione del diritto internazionale e dell’indipendenza, della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Il risultato elettorale non potrà che rafforzare la presa di Putin sul potere e circolano già da mesi timori che il Cremlino possa disporre una nuova mobilitazione militare.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.