Renga, in fuga da quando avevo 17 anni, ora cerco 'il meglio di me'

Feb 25, 2026 - 00:01
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Renga, in fuga da quando avevo 17 anni, ora cerco 'il meglio di me'

n uomo della mia età che decide di affrontare le proprie fragilità, i propri mostri, che rischiano di farti crollare e di farlo prima che questo possa incidere sul rapporto con l'altro. E che decide di evolversi e riservare all'altro solo il meglio di se stesso, lasciando il peggio in macchina". Come gestire lo stress: segnali e rimedi utili Compass Banca È l'autoscatto che Francesco Renga fa de Il meglio di me, la canzone con cui torna a Sanremo e che definisce "un invito alla maturità emotiva e alla responsabilità" e "molto importante, non tanto come artista ma come uomo, una ripartenza". Che il brano sia autobiografico lo ammette subito ("Tutte le mie canzoni lo sono") e che varie volte sia scappato senza riconoscere i suoi limiti anche: "Lo faccio ancora e l'ho fatto, ma questo è proprio un momento di grande cambiamento, quasi un punto di svolta che la canzone rappresenta e fotografa. È un momento anche di consapevolezza nuova, con uno spessore che ormai l'età impone". Determinante per questo processo il confronto che ha avuto con le persone che gli stanno accanto, in particolare le donne della sua vita: "Mia figlia prima di tutto, perché solamente attraverso gli occhi delle nostre compagne, dei nostri amici, si può riuscire ad arrivare a questo momento anche difficile da affrontare. Quando dico 'attraversare il buio' è perché spesso lo si tiene nascosto e si cerca di passare attraverso la luce, quella che ci fa stare bene, piuttosto che dentro le cose che ci tormentano, magari da anni. E io ne ho tante di cose che mi tormentano da anni, tutta la mia poetica canora di scrittura parla proprio di tutti i miei nodi, le mie zone d'ombra, i miei problemi. Credo che alla fine, anche se stiamo parlando di canzoni pop, l'arte serva soprattutto a quello, a fare i conti con il 'non detto' delle nostre esistenze". Su questo l'artista si racconta con sincerità senza farsi sconti o autoassolversi: "Ho cominciato a scappare quando mia madre è morta, avevo 17 anni: da lì è cominciata la grande fuga dalla mia vita, dalla mia esistenza, anche dai miei fratelli e dalla mia famiglia (hanno anche sofferto per questo, me lo dicono sempre). I Timoria sono stati la mia prima grande fuga. Questa mancanza ha segnato tutta la mia vita, quindi anche i miei rapporti con le donne sono stati tutti falsati da quello che ho sempre vissuto come un abbandono. Poi quando si diventa un po' più grandi, le cose si affrontano in famiglia, in coppia, con gli amici, quindi anche nel rapporto con la mamma dei miei figli, con Ambra. Alla fine abbiamo recuperato tantissimo di quello che non ci siamo mai detti, del male che ci siamo fatti perché non eravamo risolti". Ma come si fa in questi casi a trasmettere serenità ai propri figli? "È difficile. L'ho visto con i miei figli. Non tanto Jolanda, che essendo donna ovviamente a 3 anni già era risolta. No, scherzo, lei è un gigante. Mio figlio è più fragile, anche perché ha passato il primo anno di liceo in dad, una vera mazzata. Bisogna stare vicino ai figli e capirne il disagio. Questa generazione - dice con ammirazione - ha una consapevolezza gigantesca. Io per esempio alla loro età usavo l'alcol...". Non facile il processo creativo: "Fino all'ultimo ho dovuto limare le parole, perché il pop funziona anche con un'apparente semplicità di linguaggio, e la cosa più difficile è riuscire a non dire banalità usando un linguaggio semplice". Lungo anche il lavoro su se stesso come artista in questi anni, anche grazie al team della nuova casa discografica: "Credo che la nostra generazione artistica non abbia vissuto periodi brillanti e luminosi, perché giustamente c'è stato tutto un cambio generazionale di artisti che hanno linguaggi e armi molto meno spuntate nelle nostre per riuscire ad arrivare a un pubblico che rappresenta il mercato oggi". Renga racconta dei tentativi fatti per riuscire a trovare una quadra per un linguaggio fruibile da questo nuovo tipo di mercato: "Spesso abbiamo fatto anche delle cac... pazzesche. Diciamoci la verità: una canzone cantata da me con un testo di un ragazzino e con un modo e con un linguaggio di un ragazzino non funziona e non funzionerà mai. Credo con questa canzone di aver trovato un connubio tra la mia vocalità e la modernità di linguaggio". Per Renga, che ha vinto il festival nel 2005 con Angelo e ha ricevuto due volte il Premio della Critica, si tratta dell'11/a volta all'Ariston, esattamente come Patty Pravo. "Come la Patty? Ma che onore!". E ammette con il sorriso: "C'è sempre una componente ansiogena". Promette di essere imperdibile il duetto omaggio, a 10 anni dalla morte, a David Bowie che è uno dei suoi "idoli assoluti" e che da piccolo gli faceva ascoltare il fratello più grande: "Volevo farlo con una canzone e con una voce bella e sorprendente che è quella di Giusy Ferreri. Le due voci insieme sono veramente un'alchimia. La canzone che ho scelto è una cover di Space Oddity con il testo di Mogol (un omaggio anche a lui che fa 90 anni). Fu cantata nel 1970 anche da Bowie e poi da un duo che si chiamava Computers, ma mai più da nessuno altro poi. E sarà una bella sorpresa". Sull'Eurovision dice: "Quando mi si porrà casomai l'opportunità, prenderò una decisione. Adesso porta male parlarne...". Tra i progetti futuri il più imminente è "arrivare vivo alla fine di Sanremo, dopodiché il tour a ottobre nei nostri bellissimi e meravigliosi teatri e l'album".

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.