Risarcimenti: quando lo Stato può essere responsabile per una decisione giudiziaria contraria al diritto UE
La Corte di giustizia dell’Unione europea ha chiarito in due sentenze pubblicate questa mattina le condizioni alle quali un cittadino può ottenere un risarcimento dallo Stato per una violazione del diritto europeo commessa da un tribunale nazionale di ultima istanza. Secondo i giudici, sono necessarie tre condizioni: la norma europea violata deve riconoscere diritti ai singoli, la violazione deve essere sufficientemente grave e deve esserci un rapporto diretto tra la violazione e il danno subito. La Corte ha esaminato due casi, provenienti da Romania e Portogallo. Nel primo, un agricoltore chiedeva un risarcimento dopo il rigetto di una domanda di aiuti agricoli. La Corte ha stabilito che il semplice rifiuto di un giudice di rivolgersi alla Corte di giustizia non è, da solo, sufficiente a determinare la responsabilità dello Stato. Diverso il caso portoghese, che riguarda alcuni ex dipendenti della compagnia aerea Air Atlantis. Nel 2009 la Corte suprema portoghese aveva escluso l'esistenza di un trasferimento d’impresa e non aveva effettuato un rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia. Quest’ultima, nel 2015, aveva invece stabilito che il trasferimento c’era stato. Secondo la Corte, la decisione portoghese del 2009 presenta elementi che potrebbero configurare una violazione sufficientemente grave del diritto dell’Unione. Spetterà ora al giudice nazionale verificare definitivamente la responsabilità dello Stato e l’eventuale risarcimento dei danni ai lavoratori.
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