Roma 2027: Fd’I scalda i motori e parte dal centro storico, incontri in 15 municipi

Giu 21, 2025 - 07:02
 0  52
Roma 2027: Fd’I scalda i motori e parte dal centro storico, incontri in 15 municipi

Fratelli d’Italia scalda i motori con un primo incontro al centro storico e guarda alla campagna elettorale del 2027 per il rinnovo dell’amministrazione comunale, proponendo la replica dello stesso format nei 15 municipi della Capitale. “Mancano due anni, dobbiamo fare un grande lavoro adesso. Prepariamoci perché da settembre comincia la campagna elettorale per riconquistare la Capitale d’Italia”, dice la senatrice Lavinia Mennuni, già consigliera municipale e comunale della Capitale. La strategia è rivendicare l’impegno del partito nell’operazione di trasformazione della città perché “ci siamo stancati della narrazione per cui Roma sta cambiando per i meriti del sindaco Gualtieri, non è così: Roma sta cambiando per l’impegno del governo Meloni”, afferma il consigliere del Municipio I, Stefano Tozzi, promotore dell’iniziativa di ieri. “E negli ambiti ai quali non possiamo arrivare, perché sono di competenza comunale, come la manutenzione del verde, dobbiamo denunciare i disservizi”, sottolinea il senatore Andrea De Priamo, già capogruppo capitolino nella precedente consiliatura. L’incontro si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri all’hotel Colosseum, in una sala con una sessantina di posti a sedere, tutti pieni, e con qualche decina di persone in piedi. Alle prime file c’è la dirigenza del partito territoriale: il coordinatore romano Marco Perissa, il vice Daniele Rinaldi, il capogruppo al Municipio I, Lorenzo Santonocito, il coordinatore per il Municipio I, Stefano Rampini, il deputato Federico Mollicone, l’ex assessora municipale di Roma Nord, Gloria Pasquali, ma anche un paio di militanti da Castelnuovo di Porto e Aprilia, oltre che esponenti di un paio di associazioni: Italia-Cina e Fare verde Roma. Assente per motivi istituzionali, bloccato dai lavori in consiglio regionale, l’assessore del Lazio Fabrizio Ghera, ma non manca – ovviamente – Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei deputati: in sala i presenti sono per lo più della sua area di partito. Il tema principale di confronto sono la manutenzione del verde e la mobilità. “Abbiamo 18 mila alberi abbattuti a Roma di cui tantissimi sani, dove sono stati messi a dimora i nuovi alberi non vengono annaffiati e lasciati rinsecchire”, dice Rampini. Seguono i disservizi della macchina amministrativa. “Le attese per i certificati anagrafici vanno dai 6 agli 8 mesi, si arriva a 10 mesi per la carta d’identità”, spiega Santonocito. E ancora: i disagi del trasporto pubblico, il no a nuove zone a traffico limitato e la richiesta di più sicurezza, a partire dalla gestione delle persone senza fissa dimora. “Sono persone – dice Mollicone – ma noi siamo per il vero concetto cattolico di solidarietà, le persone vanno assistite, vanno curate, ma se sono irregolari vanno rimpatriate”. Spazio, poi, alla politica del fatto e del dà farsi. Il partito rivendica l’impegno, soprattutto in termini di fondi destinati alla Capitale (circa 4 miliardi per il Giubileo, poco meno di 13 contemplando fondi ministeriali e Pnrr): “Quando ero consigliera comunale eravamo in difficoltà sul finanziamento di Metro C, appena eletta parlamentare ho parlato con il presidente Meloni per segnalare l’urgenza di finanziamento, altrimenti le talpe avrebbero dovuto tornare indietro con un esborso di 400 milioni”, spiega Mennuni. “Il Parco del Celio è un risultato delle nostre battaglie quando eravamo all’opposizione della giunta Raggi – sottolinea De Priamo -. Adesso si farà e grazie al governo Meloni, così come si farà come la Cittadella giudiziaria con il parco Teulada, che la giunta Zingaretti voleva distruggere”. Tutti, promettono l’approvazione della riforma dei poteri di Roma. Spazio poi alla politica. Apre le danze Mollicone, chiamando in causa “l’estrema sinistra” che a Firenze scegliendo un direttore artistico “che è sicuramente di grande spessore, che è sicuramente è comunista, ha fatto però declassare un teatro, da nazionale a municipale”. Gli fa eco De Priamo: “In questo territorio, l’Esquilino, che ha subito particolarmente il problema dell’immigrazione, ci presentiamo con i dati sulla diminuzione degli sbarchi, con il decreto sicurezza approvato che protegge i poveri anziani che si trovano la casa occupata, con 25mila agenti in più in tutta Italia grazie al governo che ha sbloccato il turn over”. “Gualtieri si fa bello con i soldi del governo”, è lo slogan che ripetono un po’ tutti. A partire dal coordinatore romano Marco Perissa: è il suo l’intervento più lungo. Meloniano, gioca fuori casa, ma ci tiene a sottolineare che “prima in Alleanza nazionale, poi nel Popolo delle libertà, ora in Fratelli d’Italia, faccio politica dal 1998, conosco tutti qui, se non personalmente quantomeno di vista e conosco tutta la dirigenza del partito, a cui non manca niente”. Forse, per strizzare l’occhiolino ai rumors che inseriscono il suo nome nel novero dei papabili a una candidatura a sindaco per il 2027, si concentra sui temi amministrativi e snocciola dati, dai “390 milioni per i nuovi bus elettrici, però mancano le centraline di ricarica, andavano fatte prima quelle e poi acquistati i bus” alla Città dei 15 minuti “valido sulla carta ma irrealizzabile, io che abito ad Acilia e lavoro a Montecitorio, come lo applico il principio?”. E ancora “Gualtieri ha avviato una politica di distruzione di massa di chi sta in macchina mentre i trasporti non funzionano”. Non manca il respiro politico: “Io non ho capito qual è la differenza tra i poveri e i lavoratori a Roma” e “il governo Meloni, quando si è insediato, si è trovato le tasche vuote ma ha cominciato da chi aveva meno”. E poi la prospettiva: “Questa è una città che va guardata non dal Marco Aurelio ma dalla Vela di Calatrava”. Area quella di Tor Vergata in cui Fratelli d’Italia, in particolare Rampelli, aveva proposto di fare lo stadio della As Roma. Ma non una parola viene detta sulle opere bandiera dell’amministrazione Gualtieri, dal termovalorizzatore agli altri progetti. Rampelli si concentra sul sistema di valori che va proposto in antitesi a quello della sinistra. “I nostri genitori hanno fatto decine di figli, anche in periodo di guerra – dice -. Eppure non c’era questa rete di asili nido e di sostegno sussidiario, non dobbiamo intervenire soltanto implementando la rete dei servizi ma dobbiamo invogliare i nostri ragazzi. Non è obbligatorio fare figli ma delle spinte, dei sussulti, delle suggestioni, vanno pure dati. E ricorda quando “il compianto Berlusconi, a me e Giorgia che eravamo agli inizi di Fratelli d’Italia e parlavamo di questo, con la sua ironia ci diceva: I bambini non votano, che fate a fare questa proposta? È la nostra linea salvare gli alberi o i bambini che non votano. Dovremo stare su tutte le battaglie amministrative, senza farcene scappare una, ma la rotta non si deve mai perdere”. Il suo, in Fratelli d’Italia, è un nome che ciclicamente torna come papabile candidato a sindaco di Roma, senza mai concretizzarsi. E così, a margine di due ore di confronto, con sarcasmo scherza sul punto: “Io sono come la sora Camilla, tutti me vojono e nessuno me se pija”, afferma con il sorriso. Poi, assicura che ancora non si sta ragionando sui nomi, stringe mani e si congeda, con un arrivederci al prossimo incontro territoriale.

Qual è la tua reazione a questa notizia?

like

dislike

love

funny

angry

sad

wow

Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv