Russia, Siluanov: 'Le entrate in bilancio da petrolio e gas sono quasi dimezzate'
La quota dei proventi derivanti da petrolio e gas nel bilancio federale russo è diminuita di quasi la metà negli ultimi anni, passando da circa il 50 per cento a circa il 23 per cento nel 2025. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze Anton Siluanov in un’intervista all’emittente “Rossiya 24”.
Secondo il ministro, il calo della quota di entrate energetiche è dovuto al ribasso dei prezzi dell’energia e al deprezzamento del rublo rispetto alle aspettative di bilancio iniziali. Il trend, ha aggiunto, proseguirà anche nel 2026: il ministero prevede che la quota di entrate derivanti da petrolio e gas scenderà di circa un punto percentuale, attestandosi attorno al 22 per cento dei ricavi totali del bilancio federale.
Siluanov ha sottolineato che il principale motore del cambiamento è la crescita dell’economia non legata a petrolio e gas. Il governo, ha detto, sta promuovendo attivamente lo sviluppo di settori ad alta tecnologia e nuove industrie attraverso strumenti di bilancio, contribuendo così all’aumento di una base di entrate più sostenibile. Secondo i dati del ministero, al 9 dicembre il bilancio federale aveva registrato un fatturato di 32,9 mila miliardi di rubli (circa 349,2 miliardi di euro), in aumento dello 0,7 per cento su base annua.
I ricavi non derivanti da petrolio e gas sono cresciuti dell’11 per cento su base annua, raggiungendo i 24,87 mila miliardi di rubli (circa 264,5 miliardi di euro). Le imposte sul fatturato, inclusa l’imposta sul valore aggiunto (Iva), sono aumentate del 5,6 per cento. I proventi da petrolio e gas hanno totalizzato 8,03 mila miliardi di rubli (circa 85,4 miliardi di euro), con un calo del 22,4 per cento rispetto all’anno precedente, influenzato principalmente dal ribasso del prezzo medio del petrolio.
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