Serbia, ordigno esplosivo trovato vicino al gasdotto diretto in Ungheria
Le autorità della Serbia hanno rinvenuto “un ordigno esplosivo di potenza devastante” vicino a un gasdotto che collega il Paese alla vicina Ungheria. “Ho appena terminato una conversazione telefonica con il primo ministro ungherese Viktor Orban in cui gli ho presentato i primi risultati delle indagini delle nostre autorità militari-polizia in merito alla messa in pericolo delle infrastrutture critiche del gas che collegano Serbia e Ungheria”, ha scritto in un post sui social il presidente serbo Aleksandar Vucic. “Le nostre unità hanno trovato un esplosivo di potenza devastante e i bastoni necessari per la sua attivazione. Ho detto al primo ministro Orban che lo avremmo tenuto aggiornato sulle indagini per procedere”. “Abbiamo ricevuto una segnalazione dai nostri amici serbi secondo cui qualcuno avrebbe tentato di far saltare in aria il gasdotto TurkStream, che garantisce l’approvvigionamento sicuro di gas all’Ungheria. Condanniamo fermamente quest’ultimo attacco, poiché minare la sicurezza del nostro approvvigionamento energetico equivale a un attacco alla nostra sovranità”, ha scritto in un post su X il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó. Nelle scorse ore Budapest, attraverso il leader Viktor Orban, ha implicitamente accusato l’Ucraina di essere coinvolta nel tentato sabotaggio del gasdotto. Le autorità di Kiev hanno respinto ogni imputazione a loro carico attraverso il portavoce del ministero degli Esteri, ma la risposta arrivata da Szijjártó sui social lascia poco spazio all’immaginazione.
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