Eni in prima fila con il rialzo del greggio e la raffica di upgrade dagli analisti
Viaggia di buon passo Eni +3,78% a Piazza Affari (FTSE MIB +0%). La ripresa della corsa del prezzo del petrolio, tornato sopra i 100 dollari (Brent +5,5% a 107,79 dollari, Wti a 106,23 dollari, +6,1%) spinge tutto il comparo dell’oil con Tenaris +1,48% che segnana, Snam +1,86% e Saipem +2,64%). Ma il titolo del Cane a sei zampe beneficia in particolare della decisione di una serie di analisti di alzare il target price. JP Morgan porta il suo prezzo obiettivo a 28 euro, dal precedente 25 euro; Berenberg alza il target price a 22 da 17,50 euro. Anche City alza il target price a 24 euro, da 20,5 euro e nel dettaglio la casa d’affari, in un report molto corposo, spiega che «il nostro rating di investimento su Eni è Neutral. Questa valutazione riflette un equilibrio tra ambizioni di crescita superiori alla media del settore e, a nostro avviso, rischi legati alla capacità di esecuzione, oltre a una valutazione iniziale in linea con i principali concorrenti. Riteniamo inoltre che gli investitori debbano considerare che Eni presenta un costo del capitale proprio più elevato rispetto ad alcuni peer chiave». Il rialzo del target price è basato, secondo i broker, «su una valutazione DCF (Discounted Cash Flow)» che si basa su tre scenari macro. Il primo vede il prezzo del petrolio, secondo le previsioni di Citigroup, «pari a 82,1 dollari al barile nel 2026 e 55 dollari al barile nel lungo periodo (in termini reali, dollari 2021)»; il secondo scenario contempla «margini di raffinazione a regime di metà ciclo dal 2027» e infine il terzo un “cambio di lungo periodo euro/dollaro pari a 1,16».
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