Siria: il comandante delle forze curde Abdi annuncia lo scioglimento e l’integrazione nell’apparato statale
Mazloum Abdi, comandante delle Forze democratiche siriane (Fds, coalizione di milizie a guida curda), ha annunciato ufficialmente lo scioglimento del gruppo, basato nel nord-est della Siria, e la sua completa integrazione nell’apparato statale, all’interno di brigate. Nel corso di una conferenza stampa tenuta nella serata di ieri a Damasco presso il palazzo presidenziale, Abdi ha sottolineato che questo passo segna una nuova fase incentrata sulla pace, la stabilità e la costruzione di una nuova Siria. “Vogliamo che questa giornata segni una vera transizione dai campi di battaglia ai campi di costruzione, e dall’era delle armi all’era della pace”, ha affermato l’ormai ex comandante delle Fds, aggiungendo che “il ricordo e i sacrifici di coloro che sono caduti rimarranno vivi nella coscienza nazionale”. Commentando il tema relativo all’istruzione del curdo nel Paese, Abdi ha affermato che il presidente siriano Ahmed al Sharaa ha ripetutamente ribadito il diritto all’apprendimento della lingua, dichiarandosi aperto a tutelarlo e pronto a sviluppare ulteriormente la questione in futuro. I lavori per l’attuazione dell’istruzione in lingua curda, ha aggiunto, inizieranno quest’anno. “Vogliamo costruire una nuova Siria per tutti i suoi abitanti – curdi, arabi, turkmeni e assiri – una Siria unita e stabile che protegga il futuro dei suoi figli e garantisca loro una vita dignitosa”, ha detto Abdi. Il completamento del processo di integrazione rappresenta un passo decisivo verso l’unificazione delle istituzioni statali siriane e il ripristino del loro pieno ruolo nel nord-est, ponendo fine alle strutture militari e amministrative parallele, all’interno di un quadro amministrativo, istituzionale ed economico unificato. Come riporta l’agenzia di stampa “Sana”, il processo si inserisce in un approccio nazionale basato sull’integrazione nello Stato e nelle sue istituzioni, salvaguardando al contempo i diritti culturali e linguistici dei curdi siriani in quanto parte integrante della società siriana. Inoltre, l’obiettivo prefissato è quello di affidare le responsabilità in materia di sicurezza e militari alle istituzioni statali ufficiali e a un’unica catena di comando nazionale. Un primo accordo era stato firmato il 10 marzo 2025 dal presidente Al Sharaa e da Abdi, prevedendo l’integrazione delle istituzioni civili e militari controllate dalle Fds, oltre al trasferimento sotto autorità centrale di valichi, aeroporti e risorse energetiche. L’intesa stabiliva anche il cessate il fuoco e il riconoscimento dei curdi come parte integrante dello Stato siriano. Dopo una nuova escalation militare, il 29 gennaio scorso le parti hanno firmato un secondo accordo per integrare nelle strutture statali siriane le istituzioni civili, di sicurezza e militari dell’amministrazione curda basata nel nord-est. Nella giornata di ieri Abdi e Al Sharaa hanno avuto un colloquio al palazzo presidenziale, alla presenza del ministro degli Esteri Asaad al Shaibani. Come riportato dall’agenzia di stampa “Sana”, durante l’incontro sono state affrontate questioni relative all’integrazione dei curdi nell’apparato statale, con particolare attenzione al rafforzamento della presenza statale e al sostegno della sicurezza e della stabilità. Abdi è originario della città di Ain al Arab (Kobane, in curdo) e ha studiato ingegneria civile all’università di Aleppo, prima di abbandonare gli studi per unirsi, negli anni Novanta, alle file di organizzazioni curde. Ad oggi non è ancora chiaro se l’ormai ex comandante delle Fds assumerà qualche incarico istituzionale.
Qual è la tua reazione a questa notizia?