Stato di diritto nell’Unione Europea, progressi ancora insufficienti
Il Parlamento europeo lancia un nuovo allarme sul rispetto dello Stato di diritto nei Paesi membri. Secondo il rapporto approvato oggi dalla Commissione Libertà civili, i progressi compiuti nell’attuazione delle raccomandazioni della Commissione europea restano limitati: il 93 per cento delle indicazioni rivolte agli Stati, infatti, coincide con quelle già formulate negli anni precedenti. Gli eurodeputati chiedono quindi obiettivi più chiari, scadenze precise e controlli più rigorosi. Tra i nodi principali restano l’indipendenza della magistratura, ancora esposta in diversi Paesi a interferenze politiche nelle nomine e nei procedimenti disciplinari, e il contrasto alla corruzione, giudicato ancora troppo debole soprattutto nei casi che coinvolgono alti funzionari pubblici. Preoccupano anche le pressioni sui media: giornalisti e testate indipendenti continuano a subire intimidazioni, sorveglianza con spyware e concentrazioni proprietarie che minano il pluralismo. Soddisfazione è stata espressa dall’eurodeputato Sandro Ruotolo, che ha parlato di una “grande vittoria” per il riconoscimento delle battaglie a tutela della libertà di stampa e dell’indipendenza dei media. Resta inoltre alta l’attenzione sul restringimento degli spazi civici, con crescenti difficoltà per molte organizzazioni della società civile.
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