“Teheran ha vinto questo conflitto”. Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, l'ex capo della Cia in Medio Oriente

Ago 19, 2026 - 00:31
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“Teheran ha vinto questo conflitto”. Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, l'ex capo della Cia in Medio Oriente

“Teheran ha vinto questo conflitto”. Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, l'ex capo della Cia in Medio Oriente e autore del bestseller da cui è tratto il film Syriana, Robert Baer, secondo cui “gli iraniani continuano a fare di tutto per paralizzare il traffico marittimo a Hormuz. E anche nel Mar Rosso, grazie agli Houthi. Teheran ha fatto sapere di poter colpire le infrastrutture marittime in Egitto e persino il Canale di Suez. Oggi i Pasdaran sono molto più equipaggiati per combattere questa guerra di quanto non lo fossero all'inizio”. Interpellato sulle reali capacità di risposta del Pentagono e sulla sostenibilità di un'eventuale campagna militare prolungata, Baer esprime forti perplessità: “Gli Stati Uniti non hanno la capacità militare per invadere l'Iran né quella per sostenere un nuovo attacco almeno per i prossimi sei mesi. Abbiamo finito le armi di precisione, esaurito ogni genere di equipaggiamento e finito i Patriot. Se volete la conclusione in una riga: gli iraniani hanno vinto questo conflitto”.

La situazione operativa critica viene estesa anche alle condizioni di sicurezza delle basi e del personale militare dislocato nei Paesi alleati della regione. “Non ci sono più basi logistiche sicure in Medio Oriente. Kuwait, Bahrain, Emirati, Arabia Saudita: sono state tutte martellate nei primi giorni della guerra. Persino la Giordania è vulnerabile. Non c'è una piattaforma dalla quale poter condurre una guerra prolungata contro l'Iran”. Infine, riflettendo sulle ripercussioni economiche e sul clima politico interno agli Stati Uniti in vista del prossimo appuntamento elettorale, l'ex analista della Cia si sofferma sull'impatto dell'andamento dei costi energetici per i consumatori americani: “Occorre capire quante riserve di petrolio e gas ci siano ancora nel mondo. Se si legge con attenzione la stampa finanziaria, ci stiamo avvicinando alle soglie dell'esaurimento. Il gallone negli Usa è già caro e se Hormuz rimane strozzata i prezzi saliranno ancora di più. Non ho ancora sentito un economista azzardare una previsione su dove possano arrivare”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.