TRATTA DI ESSERI UMANI, OPERAZIONE INTERNAZIONALE NEI RISTORANTI INDIANI
Un'indagine internazionale coordinata dai Paesi Bassi, con il sostegno di Europol, ha portato questo fine settimana alla luce una rete sospettata di sfruttamento lavorativo e tratta di esseri umani nel settore della ristorazione. L'operazione ha coinvolto autorità di polizia e ispettorati del lavoro di Belgio, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svizzera. L'azione coordinata, condotta il 18 settembre, ha portato a due arresti. Secondo gli investigatori, la rete avrebbe sfruttato principalmente cittadini indiani impiegati in ristoranti, costringendoli a lavorare fino a 16 ore al giorno, con salari inferiori a quelli previsti e ostacoli alla possibilità di lasciare il posto di lavoro o il Paese. I profitti illeciti del gruppo sono stimati in almeno 4 milioni di euro. Gli inquirenti sospettano che attività analoghe si siano verificate anche in altri ristoranti appartenenti o collegati alla stessa catena, in diversi Paesi europei. L'indagine è partita dopo che l'Ispettorato del lavoro olandese aveva rilevato gravi irregolarità durante alcune ispezioni. Più di 70 permessi di lavoro e soggiorno sarebbero stati rilasciati sulla base delle richieste presentate da tre catene di ristoranti indiani; in numerosi casi, tuttavia, i lavoratori non sarebbero stati impiegati come cuochi specializzati, bensì come lavapiatti, addetti alle pulizie, camerieri o responsabili di ristorante. Inoltre, avrebbero lavorato tra le 60 e le 80 ore settimanali, distribuite su sei o sette giorni, senza ricevere il compenso dovuto per le ore aggiuntive.
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