Tribunale UE: nucleare e gas possono rientrare negli investimenti sostenibili

Sep 10, 2025 - 13:51
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Tribunale UE: nucleare e gas possono rientrare negli investimenti sostenibili

Il Tribunale dell’Unione Europea ha respinto il ricorso presentato dall’Austria contro una decisione della Commissione Europea che include alcune attività legate al nucleare e al gas fossile tra quelle considerate sostenibili dal punto di vista degli investimenti. La sentenza si basa sul regolamento europeo noto come "tassonomia", pensato per indirizzare i finanziamenti verso attività che contribuiscono realmente alla lotta contro i cambiamenti climatici, secondo cui un’attività economica può essere definita sostenibile se aiuta a mitigare o ad adattarsi al cambiamento climatico, senza danneggiare altri obiettivi ambientali. Nel 2022, la Commissione ha stabilito che, in determinate condizioni, anche l’energia nucleare e il gas possono contribuire alla transizione ecologica, sostenendo che il nucleare produce emissioni di gas serra quasi nulle mentre il gas può essere considerato una fonte “di passaggio”, per accompagnare gradualmente la riduzione delle emissioni in un contesto in cui le fonti rinnovabili non sono ancora sufficienti a soddisfare tutta la domanda energetica. Sostenendo che tale approccio comporterebbe rischi ambientali e climatici, l’Austria ha contestato questa decisione, davanti al Tribunale UE, che nella pronuncia odierna ha confermato che la Commissione ha agito entro i limiti delle sue competenze, tenendo in considerazione gli aspetti di sicurezza delle centrali nucleari, compresi i rischi da incidenti e la gestione dei rifiuti radioattivi. I giudici UE hanno inoltre ritenuto troppo generiche le preoccupazioni espresse da Vienna sui rischi climatici legati al nucleare. In sintesi, per la Corte, la scelta di includere nucleare e gas tra gli investimenti sostenibili è legittima, in quanto questi possono avere un ruolo utile nella transizione energetica, almeno fino a quando le fonti rinnovabili non saranno pienamente in grado di garantire un approvvigionamento stabile ed efficiente.

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Filippo Giuffrida Ha cominciato la sua carriera giornalistica nel 1982, come giornalista presso Radio Riviera Tre. Dal 1989 collabora con Radio One e con l'agenzia stampa Hi News. Nel 1994 si è trasferito a Bruxelles come corrispondente per l'agenzia L’Altra News. Nel 2003 ha fondato l'agenzia stampa DSPRESS ed è stato nominato Redattore capo della rivista L'Incontro, nel 2010 ha assunto la direzione del periodico mensile La Lettre B. Direttore dell'Istituto Europeo di Studi Giuridici e di Comunicazione, dal febbraio 2019 è il corrispondente da Bruxelles dell'agenzia giornalistica 9 Colonne, diretta da Paolo Pagliaro. Membro fondatore di ITACA, è il direttore di RadioCom.tv, la prima web-radio in lingua italiana destinata alle comunità italiane all'estero, un progetto sostenuto dal Ministero degli Esteri. Nel 2013 ha vinto il Michel Vanderborght Award nella categoria giornalismo e nel 2020 ha vinto il Radnoty Award nella categoria giornalismo. È uno degli autori del libro "Lettere dall'Europa" e degli editorialisti del periodico quindicinale Patria Indipendente. Filippo Giuffrida è il pronipote dello scrittore e giornalista Leonida Rèpaci e del giornalista e politico Ottavio Pastore, che fu il primo direttore de l'Unità. Ex Presidente del Comitato Provinciale dell'ANPI del Belgio, è il Vicepresidente della FIR, Federazione Internazionale dei Resistenti.