Trump ci riprova, con le navi bloccate a Hormuz

Mag 6, 2026 - 00:20
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Trump ci riprova, con le navi bloccate a Hormuz

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che da lunedì le forze armate statunitensi proveranno ad aiutare le navi a superare lo stretto di Hormuz. In un lungo post sul suo social Truth, Trump non ha dato dettagli ma ha parlato di «guidare le navi in modo sicuro» fuori dallo stretto (che è bloccato sia dall’Iran, dall’inizio della guerra, sia dagli Stati Uniti, che lo hanno fatto in un secondo momento per mettere pressione sul regime iraniano). Trump ha chiamato l’operazione Project Freedom ma non ha chiarito cosa intenda con «guidare», ossia se la marina statunitense scorterà le navi o si limiterà a fornire aiuto logistico. Scortarle era la precedente proposta di Trump per una missione navale internazionale a cui, nonostante la sua insistenza, non aveva aderito nessun paese, per il timore di venire coinvolto nella guerra. Il comando interforze statunitense per il Medio Oriente (CENTCOM) in un comunicato ha parlato di coordinare la ripresa del traffico marittimo, più che di una missione per scortare le navi che esporrebbe la marina al rischio di contrattacchi iraniani. Ha detto comunque che saranno coinvolte navi militari, più di 100 mezzi aerei e 15mila militari. La leadership iraniana, che controlla lo stretto e recentemente aveva sequestrato due navi che avevano provato a passare, non ha ancora detto ufficialmente come reagirà all’iniziativa. Non è nel suo interesse però riconsentire il traffico a Hormuz senza ottenere qualcosa in cambio, perché la fine del blocco è la principale contropartita che può offrire nei negoziati con gli Stati Uniti (l’altra è il programma nucleare, su cui per ora le posizioni restano distanti). Tanto più ora che Trump dice di avere rifiutato l’ultima proposta iraniana, che prevederebbe una prima fase di 30 giorni in cui discutere proprio della gestione dello stretto, e di trattare su tutto il resto in un secondo momento. In queste ore il ministero degli Esteri iraniano ha detto di avere ricevuto una risposta formale degli Stati Uniti alla proposta, in corso di valutazione. I media iraniani hanno presentato il nuovo piano di Trump su Hormuz come «delirante». Il parlamentare Ebrahim Azizi ha detto che «ogni interferenza americana» nello stretto sarà considerata una violazione del cessate il fuoco, iniziato tra il 7 e l’8 aprile. Trump l’ha presentato come una richiesta agli Stati Uniti degli altri paesi, non coinvolti nella guerra, e sarebbe in ogni caso un rimedio temporaneo: ha spiegato che le navi, una volta passate, si impegnerebbero a non tornare nel golfo Persico finché non sarà di nuovo sicuro.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.