Tunisia: l’italiana El.Com celebra dieci anni di attività, modello d’investimento e fiducia nel Paese

Dic 23, 2025 - 00:26
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Tunisia: l’italiana El.Com celebra dieci anni di attività, modello d’investimento e fiducia nel Paese

Oltre mille imprese italiane operano oggi in Tunisia, rappresentando più di un quarto delle aziende a partecipazione estera presenti. Il Paese nordafricano è sempre più visto come hub per la produzione destinata sia all’Europa che al resto del continente africano, come sottolinea ad “Agenzia Nova” Nicola Comparoni, presidente e amministratore delegato di El.Com Tunisia Sa, azienda specializzata nella produzione di cablaggi per i settori automotive e aerospaziale e in sistemi di connessione di alta qualità. Il gruppo ha appena celebrato il suo decimo anniversario di attività presso il Polo industriale di Djebel Ouest, alle porte di Tunisi. La famiglia Comparoni, titolare dell’azienda bresciana El.Com, fondata nel 1967, ha deciso nel 2015 di ampliare le proprie capacità produttive aprendo a Tunisi il primo stabilimento, di 5.000 metri quadrati e con 200 dipendenti. “Dieci anni dopo, grazie a un percorso di crescita costante e pianificata, El.Com Tunisia conta oggi tre stabilimenti per un totale di 20.000 metri quadrati e circa 800 collaboratori”, aggiunge Nicola Comparoni a “Nova”, sottolineando come l’azienda rappresenti “un importante polo industriale e occupazionale sul territorio”. “Nonostante il rallentamento del mercato automotive globale, prevediamo per il 2026 un aumento della produzione di circa il 10 per cento, che comporterà un ulteriore potenziamento della capacità produttiva e nuove opportunità di impiego,” dichiara il presidente e amministratore delegato di El.Com, sottolineando come tale successo sia “il risultato della visione imprenditoriale della famiglia Comparoni, della competenza del team tecnico e gestionale di Brescia, e soprattutto dell’impegno e della professionalità del personale tunisino, che in questi anni ha dimostrato dedizione, spirito di appartenenza e alti standard di qualità”. Il dirigente si è detto pienamente soddisfatto del modello di cooperazione industriale tra Italia e Tunisia, che continua a rappresentare “una sinergia virtuosa di innovazione, eccellenza e crescita condivisa”. Nel 2024 la Tunisia è stata il primo mercato africano per le esportazioni italiane, con un valore di oltre 3,3 miliardi di euro. Tra i progetti di cooperazione più rilevanti figurano Elmed, la prima interconnessione energetica fra Africa ed Europa, e Tanit, il più grande programma di cooperazione mai realizzato dall’Italia nel Paese nordafricano, con focus su agricoltura, sicurezza idrica e alimentare. In Tunisia la “diplomazia della crescita” promossa dal vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, riveste un ruolo fondamentale, come ha recentemente dichiarato l’ambasciatore d’Italia in Tunisia, Alessandro Prunas, nel presentare “Opportunità dalla Tunisia”, la nuova newsletter che nasce con l’obiettivo di fare sistema con il mondo delle imprese raccontando le opportunità di un partenariato economico solido e in constante crescita. Sin dal debutto di El.Com in Nord Africa, il centro d’affari italo-tunisino, Delta Center, ha accompagnato l’azienda nel suo percorso di sviluppo. “El.Com è oggi un esempio concreto di integrazione economica tra Italia e Tunisi”, ha dichiarato il presidente del Delta Center, Sandro Fratini, sottolineando come in questi dieci anni l’azienda si sia affermata “come un modello capace di coniugare sviluppo industriale, innovazione tecnologica e valorizzazione delle persone”. Secondo i dati del ministero tunisino dell’Industria, delle Miniere e dell’Energia, il settore industriale in Tunisia contribuisce per il 14,3 per cento al Prodotto interno lordo (Pil) nazionale, mentre il contributo complessivo dei settori industria, energia e miniere si colloca tra il 17 e il 18 per cento del Pil, escludendo i servizi e i settori collegati all’indotto industriale. Il settore manifatturiero ha registrato una crescita del 2,5 per cento rispetto al 2024, grazie allo sviluppo delle diverse industrie e del comparto dei materiali da costruzione. Nel perseguimento dell’obiettivo fissato per il 2025, ovvero un’industria ad alta capacità, con contenuto tecnologico avanzato e competitività elevata, il dicastero tunisino ha continuato ad attuare la strategia attraverso l’incentivazione agli investimenti, in particolare a favore delle piccole e medie imprese (Pmi), la riqualificazione delle zone industriali, il sostegno all’innovazione all’interno delle imprese tramite il passaggio all’industria intelligente, l’adesione a progetti eco-compatibili e il rafforzamento della responsabilità sociale d’impresa. Il 2026 è considerato un anno chiave per il raggiungimento degli obiettivi del piano di sviluppo al 2030, che mira al rilancio del settore industriale. In questo contesto di crescita, l’Italia si conferma un partner economico di primaria importanza per la Tunisia, come testimoniato anche dalla presenza di aziende come El.Com. Il Paese nordafricano si sta affermando come hub strategico per le imprese italiane, che nel biennio 2024-2025 hanno intensificato la loro presenza o annunciato piani di espansione significativi in settori chiave come l’automotive, il tessile, l’energia e la tecnologia. I dati relativi alla prima metà del 2025 dell’Agenza per la promozione degli investimenti esteri (Fipa), indicano che gli Investimenti diretti esteri (Ide) hanno raggiunto 1,65 miliardi di dinari tunisini (circa 492,7 milioni di euro), segnando un aumento del 20,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024, del 35,8 per cento rispetto al 2023 e del 63,6 per cento rispetto al 2022. Nel dettaglio, l’industria manifatturiera ha attratto circa il 62,9 per cento degli Ide totali, seguita dal settore energetico con il 24,3 per cento. I servizi e l’agricoltura hanno contribuito in misura minore. Con investimenti pari a 159,4 milioni di dinari tunisini (47 milioni di euro), il 10 per cento del totale, l’Italia si posiziona come il secondo Paese investitore da gennaio a fine giugno 2025, preceduta solamente dalla Francia con investimenti pari a 421 milioni di dinari tunisini (circa 124 milioni di euro), ovvero oltre il 33 per cento degli Ide totali, esclusa l’energia. Gli investimenti totali dichiarati – che includono sia progetti esteri che nazionali – hanno raggiunto circa 3,3 miliardi di dinari (pari a circa un miliardo di euro) nei primi sei mesi dell’anno. Questo dato, che comprende nuovi progetti ed espansioni aziendali, riflette un clima di fiducia generale e un rinnovato slancio per l’economia tunisina.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.