Ue-Regno Unito, Sefcovic: “Impossibile tornare a prima della Brexit”
L’Unione europea non intende tornare ai rapporti precedenti alla Brexit con il Regno Unito, ma Londra deve accettare una maggiore apertura agli studenti europei per completare il “riavvio” delle relazioni con Bruxelles. Lo ha dichiarato il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, in un’intervista al quotidiano britannico “Financial Times”. “Lo dico ai nostri amici britannici: non siamo avidi. Sappiamo che tornare a com’era prima della Brexit non è possibile. Ma anche non avere nulla non è possibile”, ha affermato Sefcovic. Secondo il quotidiano, il governo britannico punta a concludere in un prossimo vertice con l’Ue un accordo veterinario per ridurre i controlli sulle esportazioni alimentari e un’intesa sul collegamento dei sistemi di scambio delle quote di carbonio, così da evitare dazi di frontiera. Bruxelles, tuttavia, considera centrale anche uno schema di mobilità giovanile, con più studenti europei nel Regno Unito e tasse universitarie più basse. Sefcovic ha ricordato che la figlia ha studiato alla Royal Holloway e alla London School of Economics, sottolineando il valore politico e generazionale degli scambi accademici. “Dovremmo considerarlo un investimento per il futuro”, ha dichiarato il commissario. Nell’intervista, Sefcovic ha rivendicato anche il ruolo svolto nella soluzione delle tensioni post Brexit sull’Irlanda del Nord, ricordando i “colloqui molto difficili” che portarono nel 2023 a un’intesa per alleggerire i controlli sulle merci dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord. Il commissario ha poi affrontato il dossier commerciale con gli Stati Uniti, difendendo l’accordo raggiunto con Washington come uno strumento per garantire “un certo livello di prevedibilità” in una fase internazionale molto incerta. Sul fronte cinese, Sefcovic ha avvertito che l’Ue “non può semplicemente restare a guardare” mentre industrie europee storiche vengono messe sotto pressione da auto, acciaio, prodotti chimici e altri beni cinesi a basso costo. La strategia europea, ha spiegato, punta a diversificare le catene di approvvigionamento, riformare l’Organizzazione mondiale del commercio e ricorrere, se necessario, a misure di salvaguardia su quote e dazi.
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