Unem, sconcerto per la tassa sugli extraprofitti

Apr 8, 2026 - 00:16
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Unem, sconcerto per la tassa sugli extraprofitti

“Il nostro sconcerto, quando sentiamo parlare di tassare gli extraprofitti, deriva dal fatto che da settimane stiamo contenendo gli aumenti, senza ribaltarli interamente e direttamente alla pompa. E lo dimostra il fatto che gli automobilisti svizzeri vengono a fare il pieno in Italia”. Lo afferma, in una intervista a Repubblica, il presidente dell’Unem - (Unione Energie per la Mobilità) Gianni Murano, criticando la proposta del ministro Giorgetti di introdurre imposte straordinarie. Secondo il leader della principale associazione di categoria che rappresenta le aziende operanti in Italia nel settore della raffinazione, della logistica e della distribuzione di prodotti petroliferi e carburanti alternativi “il settore ha mostrato responsabilità, evitando di trasferire subito gli aumenti del mercato internazionale alla pompa. I prezzi sono competitivi rispetto alla media europea, tanto che assistiamo ai transfrontalieri al contrario. Inoltre, il governo sembra ignorare la struttura della nostra industria: per il 90% è raffinazione e distribuzione, non estrazione. Colpire chi acquista greggio per raffinarlo e venderlo significa scoraggiare gli investimenti”. Il presidente dei petrolieri evidenzia come il sistema sia già sotto pressione: “Sui greggi si sono aggiunti premi legati a qualità e disponibilità, saliti fino a 25 dollari al barile. Altri costi sono saliti, come i noli dei porti. Una tassa sugli extraprofitti, sotto altro nome, il governo l'ha già messa: con il decreto bollette l'aumento di due punti dell'Irap riguarda anche le raffinerie. È un errore continuare a colpire un settore che garantisce la sicurezza degli approvvigionamenti”. Sulla crisi del gasolio e del jet-fuel, Murano avverte che “il prezzo del gasolio è volato, ma è il segno di una miopia industriale. L'Europa importa ogni anno 20 milioni di tonnellate di gasolio, praticamente quanto consuma l'Italia in un anno. Le raffinerie hanno chiuso, quello russo non arriva più. E ora si sono aggiunte le tensioni nello Stretto di Hormuz. Servirebbe ridisegnare una strategia europea realistica”. In merito all'aviocarburante, conclude: “La produzione nazionale copre una parte rilevante della domanda e abbiamo scorte d'emergenza per un mese. Il governo dovrebbe intervenire per evitare che altri Paesi inducano le compagnie ad attingere ai nostri depositi perché più convenienti. Qualche limitazione andrebbe introdotta”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv