Ungheria, “Financial Times”: l’élite economica prende le distanze dalla rete di potere di Orban

Apr 29, 2026 - 00:09
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Ungheria, “Financial Times”: l’élite economica prende le distanze dalla rete di potere di Orban

L’élite economica ungherese sta prendendo le distanze dalla rete di potere di Viktor Orban, con alcuni imprenditori che hanno lasciato il Paese o protetto i propri asset all’estero e altri che si preparano a collaborare con il premier entrante Peter Magyar. Lo riferisce il quotidiano britannico “Financial Times”, secondo cui il leader del partito Tisza, ex esponente del sistema di potere orbitante attorno a Orban, ha promesso di colpire funzionari e imprenditori accusati di corruzione nell’ambito del cosiddetto “sistema di cooperazione nazionale” costruito negli anni dal premier uscente. “Diverse famiglie di oligarchi se ne sono già andate”, ha dichiarato Magyar, sostenendo di avere “informazioni precise” su trasferimenti finanziari di alto valore fuori dal Paese da parte di persone vicine al ministro Antal Rogan. Magyar ha citato anche Lorinc Meszaros, amico d’infanzia di Orban e uomo più ricco d’Ungheria, sostenendo che stia preparando una partenza per Dubai. Il “Financial Times” riferisce inoltre il caso di Adam Matolcsy, figlio dell’ex governatore della Banca centrale Gyorgy Matolcsy, le cui società e i cui associati sono accusati di aver sottratto oltre un miliardo di euro da fondazioni legate alla Banca centrale. Entrambi negano ogni illecito. Magyar ha annunciato l’intenzione di rafforzare le agenzie anticorruzione e di rivedere i principali appalti pubblici, una condizione chiave per sbloccare fondi europei sospesi da Bruxelles per preoccupazioni su corruzione ed erosione dello stato di diritto. “Se qualcuno ha rubato ricchezza nazionale, che si tratti del genero di Viktor Orban, di Lorinc Meszaros o di Adam Matolcsy, allora deve rendere conto di quel denaro e affrontarne le conseguenze”, ha affermato Magyar. Alcuni imprenditori, intanto, cercano di riposizionarsi: il magnate dei trasporti Gyorgy Waberer si è schierato a favore del cambio di governo, mentre l’investitore Daniel Jellinek ha detto di aver interrotto i rapporti d’affari con membri del sistema Orban nel 2024. Sandor Csanyi, presidente della banca Otp e da tempo vicino a Orban, ha invece dichiarato che formerà una “cooperazione costruttiva con ogni amministrazione”, sostenendo che il sistema economico legato a Orban potrà scomparire “ripristinando normali condizioni di mercato”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.