Usa: proteste pro-Palestina alla Columbia University, 78 arresti
Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha annunciato tramite un messaggio sulla piattaforma sociale X che l’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta “rivedendo lo status dei visti degli intrusi e dei vandali che hanno occupato la biblioteca” della Columbia University, teatro ieri di una protesta pro-Palestina culminata in 78 arresti. “I teppisti pro-Hamas non sono più i benvenuti nella nostra grande nazione”, ha scritto Rubio. Diverse decine di manifestanti pro-Palestina sono entrate ieri all’interno della biblioteca principale del campus della Columbia University, a New York, occupando parte dell’edificio. Alcuni testimoni oculari presenti sul posto hanno detto al “New York Times” che i manifestanti sono entrati indossando mascherine e kefiah, occupando il secondo piano dell’edificio e appendendo striscioni per rinominare lo spazio come “Università popolare di Basel al Araj”. Il movimento studentesco di protesta Columbia University Apartheid Divest ha scritto in un post di Substack di avere occupato la zona per “dimostrare che continueremo a bloccare i profitti e la legittimità dell’ateneo, finché continuerà a finanziare e a trarre profitto dalla violenza imperialista”. In un messaggio pubblicato su X, la polizia di New York ha confermato di essere intervenuta nel campus “su diretta richiesta” dell’università. Diversi video pubblicati in rete mostrano gli agenti che portano via manifestanti con delle fascette di plastica ai polsi. Nei filmati è possibile sentire i manifestanti che intonano diversi cori, tra cui “Palestina libera”. Il sindaco di New York, Eric Adams, ha condannato la protesta, definendola “inaccettabile”. La presidente ad interim della Columbia University, Claire Shipman, ha riferito che due agenti della sicurezza dell’ateneo sono rimasti feriti mentre i manifestanti forzavano l’ingresso della biblioteca. Shipman aggiunto di aver richiesto l’intervento della polizia di New York per mettere in sicurezza l’edificio. “Le interruzioni delle attività accademiche non saranno tollerate e costituiscono violazioni delle nostre regole e politiche”, ha dichiarato la presidente dell’ateneo.
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